domenica 15 settembre 2019

DESTRUCTION - Sotto le artiglierie


Credo che naturalmente sia risaputo che i Metallica,gli Slayer,i Megadeth e gli Anthrax siano divenuti famosi per essere stati inserite fra le grandi leggende per essere stati fra i maggiori capostipiti del thrash metal americano: ebbene,anche la Germania può vantare per avere le sue quattro colonne portanti del thrash teutonico;i Kreator,i Tankard,i Sodom ed i… Destruction. Ed è proprio di questi ultimi che parleremo nell’articolo di oggi.                           I Destruction furono fondati nel 1982 con il nome di Knight Of Demon dal bassista Marcel “Schmier” Schirmer,dal chitarrista Mike Sifringer,dal batterista Tommy Sandmann e dal cantante Ulf proponendo inizialmente un sound vicino a quello degli Iron Maiden ma che ben presto fu abbandonato passando ad una musicalità vicino a quella dei Venom con un conseguente cambio del nome con quello che conosciamo oggi.                                                                                                                                           Nello stesso anno,i Destruction entrarono in studio per registrare il primo demo,ma in quel mentre,Schmier e Ulf litigarono per una ragazza e Ulf lasciò la band.                                      Per scongiurare uno scioglimento prematuro Schmier decise di prendere il posto dietro al microfono e nel 1984 registrarono Bestial Invasion Of Hell,che bastò a saltare all’occhio della Steamhammer con la quale registrarono Sentence Of Death nello stesso anno.                                                       
Nel 1985,i Destruction registrarono Infernal Overkill,loro primo full-length che gli permise di dare inizio alla loro prima apocalittica devastazione sui palchi di tutto il mondo.
INFERNAL OVERKILL,ETERNAL DEVASTATION,RELEASE FROM AGONY,CRACKED BRAIN: INIZIA LA DEVASTAZIONE


E fu così che,divenuti un trio,i Destruction furono pronti per esibirsi in sede live e,notati dalla Steamhammer,pubblicarono Infernal Overkill full-length che battezzò la carriera dei Destruction.       
Infernal Overkill fu il disco che fece conoscere fin dall’inizio il sound dei Destruction,un mix di violenza e brutalità cantati in pezzi quali The Ritual,Bestial Invasion e Black Death;permettendo ai Destruction di uscire dall’ambiente underground. Ormai decisi a realizzare l’obbiettivo di diventare una delle band più apprezzate e più gettonate del thrash metal i Destruction pubblicarono Eternal Devastation nel 1986 con il quale si imbarcarono in uno spettacolare tour lungo i 5 continenti. Anche questo disco si distinse per i veloci riff di chitarre simili a rasoi,tempi di batteria ossessivi e martellanti e la graffiante voce di Schmier che sputa sangue in canzoni quali Curse The Gods,Life Without Sense e Upcoming Devastation.                                      
Concluso il tour,i Destruction si rinchiusero nuovamente in sala prove sfornando l’EP Mad Butcher,che divenne ricercatissimo fra gli amanti del thrash metal.                                                                                             
Fu in questo periodo che il batterista Tommy Sandmann,stanco di stare continuamente fuori casa per seguire tour che iniziarono a diventare sempre più stancanti e lunghi decise di abbandonare il mondo della musica per divenire un poliziotto venendo perciò sostituito da Chris Witchhunter dei Sodom per un breve periodo.                                                                Finiti i tour,Olly Kaiser entrò come nuovo batterista fisso della band e contribuì nelle registrazioni dell’album Release From Agony nel 1987,indiscusso capolavoro della band.      Nonostante la furia e la violenza siano presenti ugualmente ai due album precedenti,risultano canalizzate nel micidiale flusso del techno-thrash,i brani come Release From Agony,Beyond Eternity e Unconscious Ruins sono decisamente letali ma meno immediati e più articolati al tempo stesso. L’album fece saltare il nome dei Destruction davanti gli occhi di tutti i metallari del globo e s’imbarcarono nuovamente in un nuovo tour mondiale dove eseguirono tutti i migliori pezzi dei tre album riuscendo finalmente a realizzare l’obbiettivo di divenire i “masters of thrash”. Di ritorno dal tour i Destruction pubblicarono una serie di album autoprodotti fino al 1990 tornando con Cracked Brain quarto full-length della carriera dei Destruction divenuto apprezzato grazie a canzoni come Cracked Brain,Time Must End,Rippin’ You Off Blind e No Need To Justify ma che allo stesso tempo non convinse molto i fan più oltranzisti probabilmente per l’allontanamento di Schmier dalla band.                                                                                    
Nonostante le chitarre sferraglianti e la potenza distruttiva della batteria,l’album non si rivelò al pari dei primi tre successi venendo snobbato da parte di una buona percentuale dei seguaci dei Destruction.     Finita questa nuova tournée,la band tornò a registrare nuovi album autoprodotti fino al 1998 quando tornarono sotto i riflettori con il loro V disco ufficiale: The Least Successful Human Cannonball.
THE LEAST SUCCESSFUL HUMAN CANNONBALL,ALL HELL BREAKS LOOSE,THE ANTICHRIST E METAL DISCHARGE: RITORNO DI SCHMIER
A causa della svolta commerciale del gruppo,il cantante Schmier fu allontanato dai Destruction e sostituito da André Grieder poco prima delle registrazioni di Cracked Brain,poiché egli premeva affinché il sound dei Destruction rimanesse quello brutale degli esordi. Con questa nuova formazione,con Grieder come frontman,i Destruction registrarono The Least Successful Human Cannonball ma che a discapito delle previsioni,il disco fu pesantemente snobbato dai fan che accusarono i Destruction di aver ceduto alle pressioni della Steamhammer. Intanto,anche il resto della line-up dei Destruction iniziò a dare segni di instabilità fino a quando la Steamhammer,stanca dei continui battibecchi con la band e delusa del discreto successo incassato con The Least Successful Human Cannonball,decise di licenziarli in tronco.                                            
Perciò,Sifringer per evitare un secondo pericolo di scioglimento del complesso decise di richiamare Schmier e nel 2000,i Destruction tornarono sulle scene con il loro nuovo lavoro All Hell Breaks Loose. Il ritorno di Schmier sancì un vero e proprio ritorno alle origini e All Hell Breaks Loose confermò il tipico sound dei Destruction: duro,brutale ed aggressivo.                                                                                                                          
Il tour che ne seguì richiamò a raccolta un notevole esercito di fan che avevano voltato le spalle ai Destruction dopo la pubblicazione di The Least Successful Human Cannonball,tornando per pogare sulle note dei pezzi come Tears Of Blood,The Butcher Strikes Back e Kingdom Of Damnation.                                       
Tornati in carreggiata,il trio teutonico,deciso a non deludere nuovamente i suoi fedelissimi fan fermandosi a All Hell Breaks Loose pubblicarono The Antichrist nel 2001,disco che conobbe il successo grazie a canzoni come Days Of Confusion,Thrash ‘Till Death e Dictators Of Cruelty. Il disco diede seguito ad un tour che incluse anche la performance dal vivo Alive Devastation nel 2002.                                                                          
Decisi a proseguire nel loro cammino devastando le platee globali con il loro cammino “distruttivo”,i Destruction pubblicarono Metal Discharge nel 2003 che riuscì a sfondare grazie a canzoni come Metal Discharge,Mortal Remains e The Ravenous Beast.                                                                                                        
Il tour che ne seguì confermò che il nuovo album fu un nuovo notevole successo grazie ai fan che alzarono le corna al ritmo del rozzo e gretto thrash metal dei Destruction.                                                                                          
Successivamente al tour,il trio tedesco si diede subito daffare per incidere un nuovo album ancor più micidiale: Inventor Of Evil.

INVENTOR OF EVIL,D.E.V.O.L.U.T.I.O.N.,DAY OF RECKONING E SPIRITUAL GENOCIDE: I DESTRUCTION CONTINUANO A SCATENARSI
È il 2005 quando i Destruction pubblicarono il IX album della loro prosperosissima carriera,avviata ormai da tempo e sempre più decisa a non perdere terreno;Inventor Of Evil fu un altro grande campione d’incassi conquistando i cuori dei fan dei Destruction con 
canzoni come Soul Collector,The Alliance Of Hellhoundz e The Calm Before The Storm.                                                                                                                                                      Nel 2007 i Destruction raccolsero i migliori pezzi scritti e pubblicati e li riunirono nella compilation Thrash Anthems che divenne successivamente epica e bramata fra i fan della band.                                                              
 L’anno successivo,senza – come da prassi – prendersi il lusso di riposarsi neanche per due secondi,il trio pubblicò D.E.V.O.L.U.T.I.O.N.  divenuto apprezzatissimo grazie a canzoni come Devolution,Offenders Of The Throne,The Violation Of Morality ed Urge (The Greed Of Gain) in cui si possono sentire gli assoli di Gary Holt degli Exodus e Jeff Waters degli Annihilator. D.E.V.O.L.U.T.I.O.N. diede seguito a un nuovo tour per poi prendersi un giustamente meritato periodo di riposo fino al 2011 riesplodendo come un vulcano in eruzione con Day Of Reckoning che con canzoni come Hate Is My Fuel,Day Of Reckoning,Misfit e moltissime altre divenne un ritorno alle origini di dischi quali Sentence Of Death essendo Day Of Reckoning caratterizzato da un forte e violento impatto sonoro decisamente più incisivo rispetto ai lavori pubblicati fino al 2008. Il tour di presentazione dell’album tenne impegnati i Destruction non solo con esibizioni live ma anche con la composizione del materiale Spiritual Genocide pubblicato nel 2012 che tenne attente le orecchie dei fan grazie a pezzi  del calibro di Cyanide,City Of Doom,To Dust You Will Decay e la famelica Carnivore. Dopo due impetuosissimi tour di fila i Destruction si presero un nuovo periodo di riposo per poi tornare a battere il ferro con Under Attack nel 2016.

UNDER ATTACK E BORN TO PERISH: ULTIMI ANNI
Finita questa nuova “parentesi riflessiva” i Destruction  tornarono nuovamente carichi come sempre nella pubblicazione di un nuovo lavoro e nel 2016 l’album Under Attack fece la sua comparsa nei negozi musicali per poi imbarcarsi per l’ennesima volta in un tour internazionale che li vide sempre più impegnati. Attualmente i Destruction sono alle prese con la pubblicazione e la promozione del loro 14esimo full-length Born To Perish. La frenetica vita on the road ormai diventata un’instancabile abitudine della carriera della band,il duro sound grezzo e marcescente sprigionato dagli strumenti uniti agli atteggiamenti rudi ed aggressivi sfoggiati sul palco hanno fatto dei Destruction una delle band più omaggiate del panorama thrash metal planetario e dopo 14 album ognuno dei quali mostra il sensato rigetto nel “vendersi” totalmente alle industrie musicali rendono sì che il trio si sia giustamente guadagnato l’onorevole appellativo di “signori del thrash”.                                    
DISCOGRAFIA
Infernal Overkill (1985)
Eternal Devastation (1986)
Release From Agony (1988)
Cracked Brain (1990)
The Least Successful Human Cannonball (1998)
All Hell Breaks Loose (2000)
The Antichrist (2001)
Metal Discharge (2003)
Inventor Of Evil (2005)
D.E.V.O.L.U.T.I.O.N. (2008)
Day Of Reckoning (2011)
Spiritual Genocide (2012)
Under Attack (2016)
Born To Perish (2019)

LINE UP
Schmier,voce e basso
Mike Sifringer,chitarra
Randy Black,batteria
Damir Eskić,chitarra 

FONTI
www.wikipedia.it
www.metal-archives.com
L. Signorelli - Metallus. Il grande libro dell'heavy metal - Ed. Giunti


martedì 20 agosto 2019

REPORTAGE XXV AGGLUTINATION METAL FESTIVAL (17/08/2019)

È estate,tempo di godersi le meritate vacanze dopo un inverno di lavoro (per chi lo ha!) da passare al mare,in montagna,in visita alle grandi città d’arte italiane… ma è anche il tempo di concerti all’aperto sotto il caldo sole estivo.                                                                                        
E anche questo anno,fra una moltitudine di concerti in Italia,non poteva mancare l’Agglutination Metal Festival,il più grande festival dedicato a tutti gli appassionati della musica metal del Meridione giunto ormai alla sua XXV edizione.                                                                                                                                  
Dopo essere giunto da Crotone mi dirigo subito in fila per comprare il biglietto con la speranza di vedere il primo gruppo della giornata,gli Scream Baby Scream,gruppo dalle tematiche horror di cui il sottoscritto ebbe l’onore di vederli già nel 2012,ma – a causa del mio ritardo e per i controlli della sicurezza all’ingresso – sono riuscito a guardare da lontano la band solo mentre eseguivano la performance di Scream Baby Scream ‘Til Death,una delle loro canzoni più conosciute.  È stato un peccato non riuscire a vedere gli Scream Baby Scream dal vivo una seconda volta poiché – ripeto! – ebbi già l’occasione di vederli spaccare dal vivo e il loro sound,molto simile a quello di gruppi come Alien Sex Fiend,Murderdolls e Wednesday 13;è stupefacente eseguito sui palchi: dategli subito un ascolto se non mi credete!                                                                      
Entrato nell’area concerto,inizio subito a farmi un giro fra gli stand a caccia di dischi fermandomi molto allo stand del negozio Detroit Rock City,sito in provincia di Lecce;metal shop fornitissimo di merchandising quali dischi e magliette esclusivamente dedicati alla musica metal. Mentre giro fra gli stand ho occasione di assistere allo show dei The Black,celebre band doom metal italiana guidati dal pittore e cantante Mario DiDonato,che ci immergono in un’atmosfera oscura ed esoterica con ritmiche abbastanza vicine allo stile dei Candlemass. Nonostante la fama,non conoscevo la band prima di ora ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle qualità vocali di DiDonato e posso affermare senza ombra di dubbio come egli sia un ottimo artista sotto ogni aspetto. Da segnalare anche la parte strumentale della band in cui chitarra,basso e batteria si uniscono insieme per creare un sound cupo e lugubre caratteristico del vero doom metal.                     
Finita la performance,i The Black lasciano spazio ai tunisini Carthagods,band già conosciuta fra il pubblico dell’Agglutination;ospiti che avrebbero dovuto suonare nel 2015 ma che persero l’occasione a causa di problemi ai visti turistici. I Carthagods,nonostante la lieve fama dai loro due album conquistano immediatamente il pubblico dell’Agglutination con il loro progressive-power metal dotato di una tecnica maestosa e di un virtuosismo fuori dal comune facendo conoscere il loro straordinario talento ai metallari italiani che dimostrano di apprezzare la band nordafricana la quale hanno potuto sfruttare questa breve esperienza per far girare il loro nome anche in Europa: che ciò gli possa servire come trampolino di lancio per la loro carriera? Fra gli applausi e le urla di stima del pubblico,i Carthagods lasciano spazio alla Strana Officina,storica band della scena heavy metal italiana.                                                                                                  
Appena finito il soundcheck,la Strana Officina apre subito le danze con Autostrada dei Sogni per poi proseguire con The Wolf Within,Non Sei Normale,Profumo di Puttana e molte altre;esaltando tutto il pubblico dell’Agglutination,onorato di assistere a una band che ha regalato una notevole quantità di onori alla musica metal d’Italia degli anni ’80. Nonostante l’età,Daniele Ancillotti dimostra ancora di essere un talento vocale unico mentre Dario Cappanera incanta tutti con i suoi magnifici assoli di chitarra,riportandoci tutti indietro nel tempo in cui il metal iniziava a prendere piede nel nostro paese.                                                          
Il pubblico ringrazia la Strana Officina,estremamente commossi per aver assistito alla loro performance e si preparano tutti a ricevere i terribili Carpathian Forest,band conosciutissima per aver contribuito allo sviluppo della seconda ondata di black metal insieme a gruppi come Mayhem,Emperor ed Immortal (secondo molte fonti,i Carpathian Forest erano anch’essi legati al famigerato Inner Circle).                                      
Appena sul palco,i Carpathian Forest “congelano” subito il sangue degli spettatori con canzoni quali Morbid Fascination Of Death,Black Shining Leather,Likeim,Sadomasochistic e tante altre,mettendo a nudo tutta la depravata follia della band norvegese. Le chitarre sono marcescenti e ronzanti che supportano la fetida voce di Nattefrost interrotta ogni tanto per suonare la sua armonica. Il pubblico dimostra il suo supporto alla band pogando al ritmo della lezza musica dei Carpathian Forest con Nattefrost che lancia ininterrottamente le bandiere della loro madrepatria in mezzo al pit (rischiando anche di arpionarmi ad un occhio se non avessi avuto i riflessi abbastanza pronti!).                                                                                             
Il gelo e le tenebre dominano così un’ora di concerto per poi “eclissarsi” lasciando spazio al ritmo molto più caldo dei Death Angel una delle più famose band del giro thrash metal americano. Appena Mark Osegueda sale sul palco,il pubblico si raccoglie doverosamente al centro del pit alzando le corna e pogando al ritmo di musica eccitatissimi di assistere alla performance della band californiana diventata di culto nella scena tharsh internazionale. Le canzoni Throne To The Wolves,Humanicide,Father Of Lies e The Dreams Calls Blood  sono eseguite grazie ai meravigliosissimi assoli di Rob Cavestany che sfoggia il suo inarrivabile talento che ha reso fin da sempre particolarmente tecnica la musica dei Death Angel che sul palco dell’Agglutination le hanno azzeccate tutte: sound,scaletta e carisma;nulla di ciò è stato trascurato e anche per questo 17 agosto hanno dimostrato che l’inserimento nella lista dei mostri sacri dell’heavy metal è stato giustamente meritato.                                                                                                                                                
E ormai,dopo la masnada di applausi da parte del pubblico verso i Death Angel tocca ai Napalm Death chiudere la giornata in bellezza.                                                                      
Neanche il tempo per Mark Greenway di salire in stage e il pubblico va subito in delirio pogando sulle note della furia anarchica dei Napalm Death da sempre politicamente impegnati verso il sistema sociale precostituito.  Il pesantissimo basso di Shane Embury e la micidiale batteria di Danny Herrera tengono il tempo alla rabbiosa voce di Greenway che urla tutto il suo odio in canzoni come Scum,You Suffer,Nazi Punks Fuck Off,The Kill e Life? con i fan che continuano in un moshing mortale e senza sosta.                                          
A tarda notte,questa meravigliosa giornata all’insegna del metal giunge purtroppo al suo termine e Gerardo Cafaro sale sul palco per ringraziare il fedele popolo dell’Agglutination che dimostra anche stavolta tutto il suo supporto al miglior festival metal di tutto il sud Italia. Siamo noi che dobbiamo ringraziare te Gerardo,ti siamo estremamente grati per quello che fai ogni anno per regalarci uno spettacolo che senza l’Agglutination non avremmo mai occasione di assistere: grazie ancora Gerardo,appuntamento alla prossima edizione!


sabato 10 agosto 2019

BEHEMOTH - Le trombe degli angeli caduti


Ci troviamo in Polonia,a distanza di pochi anni dal crollo del regime comunista;qui nel 1991,un chitarrista quattordicenne di nome Adam Michał Darski fondò una band black metal dal nome Behemoth che sarebbe diventata di riferimento da tutti i fan del metal estremo dell’Est Europa.                                                                                  
Adam iniziò a far conoscere la sua band adottando lo pseudonimo di Nergal e registrando l’album Endless Damnation primo demo di debutto.                                                                 Nel 1993,i Behemoth registrarono …From The Pagan Vastlands che fece conoscere la musica dei Behemoth nelle cerchie metal della Polonia,una sorta di black metal chiaramente ispirato al sound delle band che scatenarono quel famigerato inferno che fece molto parlare i media norvegesi nei primi anni ’90,dai testi inneggianti alle culture pagane dell’Europa orientale.                                         
Ben presto,il suono del gruppo acquisì peculiarità stilistiche differenti,lasciando emergere un death metal tecnico e brutale caratterizzato da produzioni sempre più moderne. Intanto,attorno alla figura di Nergal iniziarono ad avvicinarsi molti altri musicisti e nel 1995,con il loro primo full-length i Behemoth cominciarono il loro cammino musicale sulla Via della Mano Sinistra diventando una delle band più famose di tutto il metal estremo.



SVENTEVITH,GROM E PANDEMONIC INCANTATIONS: OSCURITÀ,FURIA E INFERNO
I Behemoth,guidati da Nergal e con nuovi musicisti all’interno,decisero che il 1995 era l’anno giusto per fare uscire il loro primo lavoro sotto il marchio di una casa discografica e grazie ad un contratto con la Pagan Records i Behemoth incisero Sventevith (Storming Near The Baltic).                                                                       
L’album è un lavoro che racchiude in sé un mix di oscurità e satanismo con leggeri contorni pagani evocati da gelide chitarre dalle note ultra-distorte e un ritmo di batteria profondo ma violento al tempo stesso. Il disco riscosse immediatamente un enorme successo e i Behemoth parteciparono a un tour che toccò moltissime tappe polacche dove sprigionarono fiamme e tenebre che avvolsero migliaia di spettatori curiosi di assistere alle esibizioni live dei demoni che stavano per scatenare la loro furia da lì in avanti.                                  
Al ritorno a casa,i Behemoth tornarono in studio e nel 1996 uscì Grom,secondo disco della infernale band polacca. Anche questo disco non si distacca dallo stile ispirato al black metal norvegese adottato in Sventevith e gli inni dedicati alle tradizioni folkloristiche della Polonia sono altrettanto evidenti e ben menzionati. Concluso il secondo tour polacco e dopo la pubblicazione dell’EP Bewitching The Pomerania,i Behemoth incrociarono la loro strada nel 1997 con Zbigniew Promiński,all’epoca studente della facoltà di medicina che divenne presto il batterista fisso della band sotto lo pseudonimo di Inferno. La scelta fu significativa: Inferno si rivelò un batterista fenomenale in grado di eseguire riff batteristici violentemente pazzeschi e brutali e sotto questa nuova formazione,i Behemoth pubblicarono nello stesso anno Pandemonic Incantations,ultimo album in cui sono visibili gli ossequi indotti alle atmosfere sataniche e pagane. Da qui in avanti,i Behemoth si distaccarono completamente dal genere adottato in principio e nel 1999 pubblicarono Satanica,disco che li portò fuori dall’universo underground e li fece divenire una delle band più apprezzate al livello mondiale.                                                                                                                                L’Inferno,con un’esplosione apocalittica,aveva liberato tre demoni decisi a scatenare tutta la loro micidiale furia su tutta la Terra!
SATANICA,THELEMA.6,ZOS KIA CULTUS E DEMIGOD: IL CAMBIO DI STILE E LA DEVOZIONE ALLA KABBALAH

Nel 1999 avvenne la prima svolta importante,con le influenze death metal che iniziarono ad avere un peso decisivo nelle composizioni dei Behemoth: il 1999 fu l’anno in cui uscì Satanica il nuovo lavoro che portò la band black-death metal polacca ad uscire dai meandri dell’universo underground e divenire affermatissima sui panorami mondiali della musica metal.                                                                                                                                  Satanica fu l’album che introdusse nella musica dei Behemoth degli arrangiamenti più complessi molto vicini al death metal dei Morbid Angel di Trey Azagthoth. Canzoni come Decade Of Therion,Ceremony Of Shiva e Chant For Eschaton 2000 lasciano inoltre intendere l’abbandono da parte dei Behemoth verso le liriche sataniche e pagane,e un interessamento verso temi orientati all’occultismo,al “thelema” ed alla kabbalah.                                                                                                                                   Satanica portò i Behemoth ad imbarcarsi per un tour mondiale per la sua promozione e la fama del trio polacco crebbe vertiginosamente in poco tempo riusciendo a diventare vere e proprie star del metal estremo al livello internazionale il cui nome divenne obbligatoriamente inserito quasi sempre nei festival dedicati alla musica heavy metal.                                                                                                                                     
Di ritorno dal tour,i Behemoth non riposarono sugli allori e nel 2000 uscì Thelema.6 l’assoluto capolavoro dei Behemoth che confermò il nuovo sound adottato su Satanica: le chitarre sono autentiche rasoiate omicide,Inferno sfoga tutta la sua furia sulla sua batteria che mostra una tenace resistenza alle potenti martellate dell’esecutore mentre la voce di Nergal canta con un growl di una rabbia demoniaca mai vista,in canzoni come Antichristans Phenomenon,Christians To The Lions e VINVM SABBATI.                                                          
Anche Thelema.6,come menzionato prima,si rivelò un grande successo e i Behemoth tornarono sui palchi di tutto il globo travolgendo i loro fan con la loro ira devastante.                                                                                                                        
Il 2002 fu l’anno in cui vide luce Zos Kia Cultus (Here And Beyond),VI disco che non tradisce di una sola nota il suo predecessore confermando le enormi e diaboliche capacità musicali dei Behemoth con i testi nuovamente inneggianti alla dottrina di Aleister Crowley in canzoni del calibro di Horns Of Baphomet (in cui alla fine della traccia si può sentire proprio la voce di Crowley),Here And Beyond (Titanic Turn Of Time),As Above So Below e Zos Kia Cultus.                                                                                                                                       È un nuovo straordinario successo,il disco,e il sound titanico dei Behemoth devastò ancora le platee di tutti i continenti.                                                                                                                                 
Il tour si rivelò lunghissimo,ma la furia ciclonica dei Behemoth era ben lontana dall’essere  rimpiazzata dalla stanchezza: e,infatti,eccoli di ritorno nel 2004 dal mondo occulto con l’esoterico Demigod,nuovo e VII capolavoro dei polacchi.                                         
In Demigod,i Behemoth si aprirono a tipologie di produzione più moderne che resero il lavoro batteristico di Inferno e il ruggito demoniaco di Nergal ancor più devastanti e ferali. Le elaborate sinfonie di Zos Kia Cultus vengono leggermente snellite senza perdere epicità;esemplari sono i pezzi quali Sculpting The Throne Of Seth,Demigod,Conquer All e XUL (in cui fu di ottimo contributo la partecipazione di Karl Sanders dei Nile in un assolo di chitarra) che identificano il genere come un death metal brutale,veloce e tecnico,arricchito da scale che rimandano a sonorità orientali trattando di temi come la trascendenza,il misticismo e l’arcano. Demigod fu l’album più completo dei Behemoth in cui l’estro musicale della band toccò l’apice: mai più i Behemoth raggiungeranno vette del genere!                                                                        
Si concluse così un cerchio che ha portato la fama dei Behemoth sulla bocca dei metallari di tutte le nazioni: la band era ormai riuscita ad affermarsi fra le cerchie mainstream del metal e nel 2007 registrarono The Apostasy dove la ferocia dei Behemoth raggiunse nuove vette di malvagità.


THE APOSTASY ED EVANGELION: LA STRADA VERSO SOPHIA
Nel 2007,i Behemoth tornarono sotto le luci della ribalta con il nuovo lavoro The Apostasy,disco composto da nuovi traguardi musicali: il sound feroce del black-death metal dei Behemoth è interrotto da escuzioni di pianoforte e strumenti a fiato e,a detta di Nergal,questa fatica costituì il loro lavoro più brutale,estremo e blasfemo per quanto riguarda i testi e gli arrangiamenti musicali in canzoni come At The Left Hand Of God, Inner Sanctum e Pazuzu. Finite le registrazioni,i Behemoth partirono per il tour di promozione fermandosi per registrare il live At The Arena Ov Aion – Live Ezkaton nel 2008 dove i Behemoth riproposero i loro migliori successi in studio. Ritornati in Polonia,i Behemoth decisero che i tempi erano maturi per un nuovo salto di qualità pubblicando conseguentemente Evangelion,disco dotato di un sound esplosivo,dai primi terribili rintocchi di Daimonos fino alla sepolcrale Lucifer. Anche in questo caso,le performance dei musicisti valgono l’acquisto del disco: la voce di Nergal è terrificante,mentre l’esecuzione di Inferno dietro le pelli è travolgente e tempestosa carica di una furia mai vista nel mondo musicale.                                                                
Grazie a questo lavoro,i Behemoth raggiunsero nuove vette di popolarità spostando il centro del movimento black metal dalla Norvegia verso l’est Europa affermandosi ufficialmente fra i ranghi dei mostri sacri del metal. Concluso il tour,i Behemoth si presero una lunga pausa fino al 2014,uscendo dall’Inferno con il nuovo The Satanist decimo disco di successo del gruppo.
THE SATANIST,I LOVE AT YOUR DARKEST ED ULTIMI ANNI
Dopo una pausa durata cinque anni,i Behemoth tornarono a seminare il terrore nel 2014 con The Satanist, disco che fu inserito fra i 20 migliori dischi dell’anno dalla rivista Rolling Stone,risultato notevole per una band che compone un genere estremo. Il disco fu seguito da un intensissimo tour lungo i 5 continenti e di conseguenza da una nuova pausa protrattasi fino al 2018,quando tornarono con I Loved You At Your Darkest. In questo momento,i Behemoth sono alle prese con un nuovo tour mondiale riuscendo a mantenere salda la loro celebrità raggiunta dopo un viaggio attraverso le Tenebre della Conoscenza riuscendo a spostare l’attenzione per  la musica metal estrema verso l’Europa dell’est che potrebbe essere considerata come terreno fertile per la nascita di una nuova corrente dell’heavy metal.


DISCOGRAFIA
Svenetevith (Storming Near The Baltic) - 1995
Grom - 1996
Pandemonic Incantations - 1997
Satanica - 1999
Thelema.6 - 2000
Zos Kia Cultus (Here And Beyond) - 2002
Demigod - 2004
The Apostasy - 2007
Evangelion - 2009
The Satanist - 2014
I Loved At Your Darkest - 2018

LINE UP
Nergal,voce e chitarra
Seth,chitarra ritmica
Orion,basso
Inferno,batteria

FONTI
G. Della Cioppa - Heavy metal. I contemporanei - Ed. Giunti
www.wikipedia.it



giovedì 25 luglio 2019

HANDFUL OF HATE - Odio,violenza ed oscenità


Ci troviamo a Lucca,una delle città più belle e solari della Toscana. Ed in una città così ridente nessuno avrebbe mai immaginato che nel 1993 sarebbe venuta fuori una delle band più aggressive e ultraviolente di tutta la storia del metal italiano,gli Handful Of Hate;gruppo che propone un black metal estremo,diabolico e micidiale come solo in pochi si trovano in giro.                                                                                                                                         
Gli Handful Of Hate furono fondati da Nicola Bianchi e,nonostante avesse le idee chiare fin dall’inizio,si trovò inizialmente con numerosissime difficoltà non riuscendo a trovare membri che potessero assicurargli una permanenza sufficientemente fissa all’interno della band. Quando la line-up riuscì finalmente a raggiungere una certa stabilità,gli Handful Of Hate pubblicarono Goetia Summa nel 1995,primo demo sprigionante un black metal brutale,dalle chitarre estremamente distorte ed una batteria ossessivamente martellante. Nello stesso anno,gli Handful Of Hate iniziarono le loro prime esibizioni live nel nord Italia e nel 1997,sotto commissione dell’etichetta discografica Northern Darkness Records la band pubblicò Qliphothic Supremacy,primo album ufficiale che darà il principio di una storia e di un successo che porterà alla generazione di una musica creata unicamente dai dannati per i dannati.
 QLIPHOTHIC SUPREMACY E HIERARCHY 1999: UNA DISCESA VERSO IL BARATRO DELLA FOLLIA

E così,grazie al contratto con la Northern Darkness Records,nel 1997 gli Handful Of Hate pubblicarono Qliphothic Supremacy,primo full-length della band in cui si sente un black metal dotato di una furia portata ai limiti dell’estremo,una miscela di oscenità e violenza sfogate attraverso “sguainate” di chitarra e le urla disgraziate di Nicola Bianchi. Grazie a canzoni come Reborn From The Ashes,Prophecy Of A New Assiah’s Supremacy e Undicies Ah-Qliphah,l’album divenne subito un grande successo e gli Handful Of Hate iniziarono i primi veri tour richiamando moltissimi fan del black metal,felici di pogare al ritmo dell’inferno sonoro creato dalla band.                                                                                                                                          Col ritorno a Lucca,gli Handful Of Hate tornarono in sala di registrazione e nel 1999 pubblicarono Hierarchy 1999,album che si differenzia notevolmente da Qliphothic Supremacy ma che comunque mantiene tutta la brutalità del suo predecessore. L’album divenne apprezzato soprattutto per pezzi come The XI Wings Of Death,Fleshcrawling Blasphemy e Scars Of Damnation e il nome degli Handful Of Hate tornò ad essere proposto ai live in Italia. Ritornati dal loro secondo tour gli Handful Of Hate registrarono un EP,anticipo di Vicecrown,III album di studio della band.

VICECROWN,GRUESOME SPLENDOUR  E YOU WILL BLEED: I DANNATI CONTINUANO AD URLARE
Dopo la pubblicazione dell’EP Death From Above nel 2001,gli Handful Of Hate tornarono sotto contratto pubblicando Vicecrown,divenuto molto conosciuto grazie a pezzi come Beating Violence,Risen To Abuse e Hierarch In Lust che evidenziano tutta la bestialità del disco.                                                                                                   
Il disco fu seguito da un nuovo tour e successivamente da altri due EP,per poi tornare con Gruesome Splendour nel 2006,nuovo disco pubblicato sotto consenso della casa discografica. È in questo disco che gli Handful Of Hate effondarono tutta la loro efferatezza con la belluina Livid (divenuta immancabile a tutti i loro concerti) e Grotesque In Pleasure,Rotten In Vice la cui fama iniziava a crescere anche oltralpe.                      
Anche questo disco diede seguito ad un intenso tour dove la musica “spacca-ossa” degli Handful Of Hate investiva con un’enorme ondata di violenza i fan giunti da ogni parte d’Italia.                                                             
Concluso il tour gli Handful Of Hate ritornarono nel 2009 con You Will Bleed,quinto successo in studio che dimostrò come gli Handful Of Hate riuscissero a comporre musica ancora con lo stesso spirito marcescente anche dopo quattro album di fila.                            Da qui in avanti,il nome mefistofelico degli Handful Of Hate diverrà estremamente popolare fra le schiere di fan del black metal italiane ed europee e nel 2013 tornarono fuori dalla sala prove con To Perdition,VI full-length.
TO PERDITION,ADVERSUS E ULTIMI ANNI
Ormai divenuti un gruppo di culto nell’ambiente black metal gli Handful Of Hate si diedero nuovamente da fare e,dopo un breve periodo di pausa,tornarono nel 2013 con To Perdition,album che ripropone il loro black metal d’artiglieria che tortura follemente chiunque presti il minimo ascolto.                                                                       
Il disco,una volta pubblicato fu seguito da un tour che toccò molte tappe d’Italia compreso il sud (si ricorda il concerto dove furono ospiti da headliner al Calabrian Metal Inferno di Catanzaro nel 2014).                                             
Finito il tour di To Perdition,gli Handful Of Hate prestarono circa sei anni di silenzio fino alla primavera del 2019 quando tornarono sotto lo sguardo dei demoni infernali con il nuovo successo in studio,Adversus.  Attualmente,gli Handful Of Hate sono sui palchi metal d’Italia per la promozione del loro VII lavoro decisi più che mai a seguire il loro insano cammino e a raccogliere a sé nuove schiere di anime per incatenarle nella perdizione eterna fra innumerevoli depravazioni ed oscenità di ogni tipo.
LA PAROLA A NICOLA BIANCHI
Hail satan Nicola! Benvenuto nel Sabba Maledetto Metal Circle. Grazie per il tempo che ci hai concesso. Prima di tutto,come è nato il progetto degli Handful Of Hate? Riuscisti ad avere immediatamente la strada spianata o trovasti qualche difficoltà?
Ciao e grazie a te per lo spazio che ci dai. Gli Handful Of Hate nacquero ufficialmente nel 1993 in autunno dopo che riuscii a chiudere la line up trovando un bassista. All’epoca trovare musicisti era molto difficile. Nacquero dalle ceneri dei Dust Of Darkness,band che mescolava black metal al dark ma rimase solo a livello nominale,eccetto un pezzo che scrivemmo Cure For Something Good.                                                                              
La strada non fu spianata e fu difficilissima sin da subito. Basti dire che nell’estate 1994 morì il nostro bassista Ugo Pandolfini. Da li accelerammo per riuscire a registrare il demo Goetia Summa che uscì nel 1995. Seguirono svariati cambi di line-up,casini enormi che si susseguivano regolarmente ma,se oggi sono ancora qua a raccontarvela,è stato per la tenacia e la coerenza che ho mostrato in questi 26 anni di storia senza mai arrendermi. Quando smetterò sarà per mia scelta.

Gli Handful Of Hate propongono un black metal di una violenza senza compromessi: è chiara l'influenza dei Marduk! Quali sono le altre band che influenzano la musica della band? E perché proprio loro?
Sin dall’inizio ci siamo ispirati ad un mix tra il black di origine svedese Bathory,primi due lavori dei Marduk,ma anche band proveniente dall'altra parte del mondo: Blasphemy e primi Morbid Angel. Per noi il connubio tra il black efferato ed il death metal più oscuro era la forma ideale di musica.

E i temi? Sembrano molto incentrati sulle oscenità e sulle depravazioni,quasi come nel brutal death metal. Perché vi siete distaccati dai temi classici del black metal come satanismo,oscurità ed anticristianesimo?
A differenza del Brutal o Grind,la nostra perversione è molto mentale ed estetica e non tocca il gore o lo splatter dal gusto medico. Le classiche tematiche Black le ho sempre reputate riduttive e puerili,almeno nei modi che le ho visto perpretare dalla maggior parte delle band. Stare ad urlare “Satan! Satan!” o inneggiare al ghiaccio ed alle foreste,beh,mi fa sorridere. Affrontiamo l’uomo,la mente,il Pensiero. Facciamo di certe tematiche un repertorio più “alto” e meno banale.

Esordiste con Qliphothic Supremacy nel 1997 diventando uni dei gruppi più significativi del black metal italiano. Riusciste a farvi notare fin da subito dalla Northern Darkness Records? Come avvenne l’esordio di preciso? Racconta
Ai tempi dopo aver stampato il demo Goetia Summa ed averne dati  in giro veramente tante copie partecipammo prima ad una compilation tape “Eternal Rest” curata da uno dei due soci della Northern Darkness Records con un pezzo inedito Undecies Ah-Qliphah e da li il passo fu breve. Erano altri tempi, ricordo che la prima stampa di un cd era 1500/1600 copie,cosa adesso impensabile. Bastava un po’ di impegno e costanza e vendevi,spargendo copie in giro per l’Europa ed il mondo con molta facilità. Uscì l’album nel 1997 e da li un po’ di live in giro. Sarebbe bastato un po’ più di impegno da parte dell’unico socio rimasto nell’etichetta per promuovere ed evadere tutte le richieste di questo album e del successivo ed avremmo fatto ottimi numeri. Ora il primo album è stato ristampato su cd,il secondo Hierarchy 1999 è sold out da almeno 2 anni... Ci stanno arrivando proposte per ristampare entrambi su vinile... vedremo.

Da quanto tempo suoni la chitarra? Come hai iniziato? Come e quando hai iniziato ad ascoltare metal? Quali sono i musicisti che ti hanno fatto venire la passione per questa musica e - conseguentemente - la voglia di suonare?
Ho iniziato a suonare chitarra classica a 10 anni circa. Poi il conservatorio. A 14 anni (prima liceo) mi era presa bene per le copertine con tutti quei mostri e simboli della band metal (Eddie degli Iron Maiden,per esempio). Iniziai con The Number Of The Beast,poi AC/DC Back in Black... dopo poco ero già a Sepultura,Obituary,Morbid Angel,Bathory e così via... Non ho un chitarrista in particolare che mi ha ispirato. Ne stimo molti,ma è la musica che mi trascina più di ogni altra cosa.

E la devozione per il black metal come è nata? Cosa rappresenta il black metal per te?
Dall’inizio fino a qualche anno fa era una filosofia di vita. Adesso ti accorgi che,dopo tanti anni,un certo genere musicale ti entra dentro e diventa una parte di te. Un modo di pensare,di vivere,di costruire la tua vita. Non senti più la necessità di “apparire” perché lo sei dentro. Riguardo la nascita io ho rincorso e subito il fascino dei generi estremi. Sempre di più,sempre oltre.... ed il black metal per me era il più completo ed estremo di tutti all’epoca.

Parliamo un po’ di Adversus,il vostro nuovo full length pubblicato nella primavera di questo anno. Su cosa sono incentrate le tematiche? Qual è il tema principale dell’album? Sei pienamente soddisfatto o ci sono delle parti che vorresti fare qualche ritocchino? Ritieni che la risposta del pubblico sia stato abbastanza positiva nei confronti di questo nuovo sforzo?
Adversus è uscito lo scorso 10 maggio;al momento tutte le persone che lo hanno ascoltato,sia amici sia nuovi supporters,sono rimasti entusiasti. L’album ha avuto una gestazione lunghissima dovuta a mille problemi ma alla fine ci siamo riusciti. E' indubbio e normale che riascoltando i tuoi lavori faresti sempre qualche piccolo ritocco. In questo caso,rispetto ai dischi precedenti,ritoccherei veramente poco.                     
Il concept dell’artwork è basato sulla rivisitazione del “Book Of Kells” un testo agiografico altomedievale. Nella band ci sono due storici del Medioevo: io ed Andrea. Ho sempre dato un tocco di storia nei miei testi ed anche nei miei artworks. Questa volta il contributo è stato preponderante. Le tematiche sono quelle da anni affronto anche se negli ultimi 3 album è aumentato l’interesse verso l’iconografia,il martirio,la penitenza escatologica e la tortura.

Come giudichi l’accoglienza della musica degli Handful Of Hate in Italia? Ed all’estero? Dove ritieni che gli Handful Of Hate siano maggiormente apprezzati?
All’estero,facendo fatica a farci conoscere,anche perché non abbiamo una continuità costante di tour e date di supporto alle releases,dobbiamo ogni volta conquistarci il pubblico cercando di impressionare e fare la differenza. Ci sono paesi dove siamo un poco più conosciuti quali Spagna,Nord della Francia,Grecia e qualche altra regione tra Germania,Rep. Ceca etc. E' indubbio che il grosso del pubblico sia in Italia.

Voi siete di Lucca se non sbaglio... ritieni che la scena metal a Lucca permetta possibili nascite di band che abbiano voglia di suonare questo genere?
Io sono di Lucca ed Andrea (Chitarra) di Pietrasanta (prov. di Lucca). Qua in giro io non vedo una scena metal e neppure molti musicisti. Forse sono io poco informato ma la mia città è sempre stata piuttosto povera di bands estreme ed ora ancor di più.

Sembra che oggi i giovani metallari non supportino più il metal con la giusta devozione come accadeva tanti anni fa. Perché,secondo te? Cosa è cambiato rispetto al passato?
Conseguenza del mondo social? Sinceramente non saprei. Io ho sempre seguito la musica. I proclami,le chiacchiere e molte dichiarazioni pseudo acculturate (imbarazzantissime) nel Black Metal le ho ignorate. Forse è anche per questo che la mia band non è mai stata inserita a pieno nel genere o ha sempre fatto vita a se?

Perfetto Nicola abbiamo finito. Ti ringraziamo per la tua disponibilità . Fai un saluto allo staff del Sabba Maledetto Metal Circle.
Grazie a tutti per lo spazio e la chiacchierata. Invito chiunque a venirci a vedere live. Questo è il modo migliore per supportare una band.

LINE-UP
Nicola Bianchi,chitarra e voce
Andrea Toto,chitarra
Luca Buti,basso

Aeternus,batteria

DISCOGRAFIA
Qliphothic Supremacy,1997
Hierarchy 1999,1999
Vicecrown,2003
Gruesome Splendour,2006
You Will Bleed,2009
To Perdition,2013
Adversus,2019

FONTI