giovedì 6 febbraio 2020

OZZY OSBOURNE - Il folle dell'heavy metal


E non poteva mancare,nel Sabba Maledetto Metal Circle,una sezione dedicata al “padre dell’Heavy Metal”,la rockstar più controversa,discussa e adulata nel mondo della musica pesante che si è fatto più droghe,ha avuto più donne e fatto più casino di qualsiasi uomo finora esistente: oggi parleremo di Ozzy Osbourne,il “madman” dell’heavy metal.           
John Osbourne nacque il 3 dicembre 1948 in un piccolo e povero sobborgo di Birmingham da padre attrezzista e madre operaia che riuscivano a stento a mandare avanti la famiglia con i loro modesti guadagni. Il piccolo John dimostrava una seria insofferenza e mal sopportava le gravi condizioni economiche della sua famiglia e il suo animo ribelle unito alla sua precarietà sociale lo portarono ben presto dietro le sbarre già in adolescenza.                                                                                                                            Grande appassionato di musica rock,in particolare dei Beatles,e conscio del suo desiderio di divenire una grande rockstar,John iniziò a cercare ad ogni modo di entrare in una band per poter realizzare il suo grande sogno trovando inizialmente l’opposizione del padre che voleva fare di John un commerciante per evitargli il futuro nelle fabbriche. Sotto l’insistenza di John,il sig. Osbourne,acconsentì di comprargli un amplificatore in modo che John potesse dedicarsi alla sua passione senza – ovviamente – trascurare i suoi impegni lavorativi;così il ragazzo si mise subito a cercare membri per formare una band tappezzando di manifesti le strade di Birmingham. A rispondere all’appello furono un ex compagno di scuola Anthony Iommi che aveva avuto vari contrasti con John e il batterista Bill Ward senza ancora sapere che insieme sarebbero diventati vere e proprie leggende viventi del mondo della musica metal.



CON I BLACK SABBATH
Verso la fine degli anni Sessanta,John Osbourne attaccò un manifesto in un negozio di dischi dove si poteva leggere della sua ricerca di musicisti per formare la band che aveva in mente da tempo. All’appello risposero il batterista e il chitarrista Tony Iommi,acerrimo rivale di John che aveva affibbiato a quest ultimo il nome di “Ozzy” a causa della sua dislessia che gli impediva di pronunciare correttamente il suo cognome. Dopo aver parlato un po’,il nuovo strano trio raggiunse un accordo ed Ozzy propose come bassista il suo amico Geezer Butler e,dopo qualche mese,i Black Sabbath erano uniti insieme senza neanche sapere che ben presto sarebbero diventati un gruppo leggendario della musica metal.                                                          
Dal 1968,i Black Sabbath iniziarono ad esibirsi in piccoli locali di Birmingham ma ci volle il 1970 per aver un po’ di notorietà con il loro primo album Black Sabbath che fu un inaspettato successo incoraggiando la band a pubblicare Paranoid,straordinario capolavoro del gruppo che gli permise di firmare un contratto con la Vertigo dandogli la possibilità di imbucarsi in tour mondiali durante gli anni ’70. Il successo a cui andò incontro la band fu eccessivamente rapido e,complice anche la morte del padre,Ozzy andò incontro ad una profonda depressione che lo portò ad abusi eccessivi di alcol e droga. Gli abusi di Ozzy e i vari contrasti con Iommi decretarono l’addio del “madman” ai Sabbath verso la fine degli anni ’70 e per Ozzy Osbourne iniziò uno dei periodi più bui della sua vita che sarebbe durato fino al 1980 quando diede inizio alla sua carriera solista.

IL MADMAN ALLA RISCOSSA: BLIZZARD OF OZZ,DIARY OF A MADMAN E BARK AT THE MOON

I dissidi con Iommi e la morte del padre portarono Ozzy Osbourne ad uno stato di profondo sconforto che si tramutò in una profonda depressione da costringerlo a abbandonare i Black Sabbath negli anni ’70. Il Principe delle Tenebre,l’uomo che aveva portato l’heavy metal sulla bocca di tutti si rinchiuse in un albergo consumandosi fra le sue innumerevoli droghe e dimenticato dal resto del mondo. Ormai sul punto di abbandonare la sua carriera di cantante e tornare in mattatoio per guadagnarsi da vivere ammazzando maiali;vide la sua vita svoltare verso gli anni ’80,quando Sharon Arden,ex manager dei Black Sabbath e fidanzata di Tony Iommi lo contattò per offrirgli un nuovo contratto per rilanciare la sua carriera e tornare sui palchi.                                                                                        
Riabilitatosi da ciò che fu il periodo più nero della sua vita,Ozzy tornò in sala prove e nel 1980 registrò Blizzard Of Ozz,primo album ed indiscusso capolavoro del madman.                                                                                        
Grazie al supporto di Sharon (che in seguito divenne sua moglie),Osbourne diede inizio alla sua carriera solista imbarcandosi in un tour globale che durò tantissimo dove migliaia di nostalgici dei Black Sabbath si unirono per supportare la rockstar più folle della storia.                                                                                                                 
 Blizzard Of Ozz è un album complesso,superbo dove la follia di Ozzy è accompagnata dalle sonorità barocche di chitarra da parte di Randy Rhoads,uno dei più geniali maestri delle sei corde che la storia ricordi,che suona con i suoi inarrivabili assoli in pezzi indimenticabili come Crazy Train,Goodbye To Romance e l’oscura ed esoterica Mr. Crowley.                                                                                                                             
Nel 1981 fu la volta di Diary Of A Madman,album che regge il confronto con il precedente con canzoni quali You Can’t Kill Rock ‘n’ Roll,Believer e molte altre che costituiscono un mix di veloci speed-song,ballad seduttrici e puri momenti atmosferici che rendono Ozzy Osbourne ormai una celebrità al livello mondiale. Anche Diary Of A Madman andò incontro ad un successo straordinario  con folle di fan devoti che si raccoglievano in religiosa ammirazione sotto i palchi dell’ex frontman dei Black Sabbath.                                         
La carriera di Ozzy era ripartita nel migliore dei modi e l’ascesa di Osbourne come rockstar acclamata al livello planetario sembrava ormai priva d’ostacoli,quand’ecco che un nuovo fulmine a ciel sereno si abbatté improvvisamente sulla sua vita: nel 1982 un maledetto incidente aereo privò il mondo di una grande leggenda della chitarra e del compagno di una vita Randy Rhoads.                                                                                    
Il periodo che ne seguì fu per Ozzy di un profondo turbamento che gettò il cantante in un nuovo periodo di sconforto durato diversi mesi. Nello stesso anno della morte di Randy,Osbourne cercò di esorcizzare il suo dolore sfornando Speak Of The Devil un live album dove ci vengono presentate versioni più modernizzate dei grandi lavori.                                                                                                                       
Nel 1983 toccò all’album Bark At The Moon uscire sugli scaffali,disco che seppur non raggiunge il livello dei primi due contribuisce comunque a rafforzare l’animo di Ozzy che canta in pezzi quali Rock ‘n’ Roll,Spiders e Bark At The Moon.                                                                                                                                        Ripresosi completamente dalla tragedia subita e conscio del suo destino che lo voleva sotto le luci stroboscopiche dei palchi Ozzy si rimise in carreggiata e dopo tre anni di silenzio tornò sotto i riflettori con The Ultimate Sin.
THE ULTIMATE SIN,NO REST FOR THE WICKED E NO MORE TEARS: OZZY CONTINUA A FAR CASINO
Dopo la pubblicazione di Bark At The Moon,Ozzy Osbourne si prese un breve periodo di riposo lontano dalle luci della ribalta evitando così gli occhi delle telecamere poiché lo tenevano costantemente sotto pressione dato che divenne oggetto di critica da parte di associazioni a tutela del buon costume nell’arte a causa della sua alta quantità di comportamenti trasgressivi anche fuori dall’ambiente lavorativo (si ricordano molti episodi di oltraggio come l’aver orinato nel 1982 a Fort Alamo su un monumento dedicato ai veterani di guerra o il famoso “incidente” nel quale Ozzy staccò con un morso la testa di un pipistrello che gli lanciarono sul palco pensando fosse finto).                                 
Dopo una lunga disintossicazione da droghe pesanti,Ozzy tornò sulle scene nel 1986 con The Ultimate Sin album che presenta molte sonorità hair metal avvertibile in canzoni come The Ultimate Sin,Shot In The Dark e Killer Of Giants che grazie al songwriting del nuovo chitarrista che sostituì per un breve tempo Randy Rhoads,conobbe ottimi livelli di vendita permettendo ad Ozzy Osbourne di intraprendere un tour che lo portò fino al Monsters Of Rock di Londra.                                                                                                                      Nel 1987,Ozzy trovò un nuovo talento da assumere nella sua scuderia nella persona di Zakk Wylde,chitarrista dei Black Label Society che si rivelò un vero e proprio talento divino delle sei corde.                         
Nel 1988 fu pubblicato No Rest For The Wicked,album con un sound più graffiante rispetto al precedente dove Zakk Wylde sprigiona tutta la sua abilità in canzoni come Miracle Man,Breaking All The Rules e Bloodbath In Paradise.                                                                                                                                   Anche questo disco conobbe un fantastico successo ed Ozzy e la sua band s’imbarcarono in un tour lunghissimo interrotto solo da un problema avuto con la legge dovuto al fatto che il madman cercò di strangolare sua moglie e manager Sharon in preda ad una pesantissima ubriacatura.                                             
Nel 1990 Ozzy Osbourne pubblicò il miniLP Just Say Ozzy e l’anno dopo vide luce No More Tears album con sonorità molto più sul rock classico che andò incontro ad un successo oltre l’immaginabile: le canzoni I Don’t Wanna Change The World,Mama I’m Coming Home,No More Tears e Road To Nowhere sono tutte canzoni che hanno permesso di vincere 5 volte il disco d’oro e hanno portato il madman ad intraprendere un tour lungo tutti i cinque continenti raccogliendo attorno a sé un gran numero di fan che consacrarono ormai la sua indiscussa posizione da rockstar al di sopra di molti altri gruppi heavy metal.                                 
Durante il tour mondiale Ozzy approdò al Pacific Amphiteatre di Costa Mesa in cui salirono sul palco Tony Iommi,Geezer Butler e Vinny Appice suonando per una buona mezz’ora i vecchi classici dei Black Sabbath. Nel 1993 Ozzy fu costretto a ritirarsi nuovamente in modo provvisorio ricoverandosi in una clinica per disintossicarsi dalle droghe e dall’alcol a cui ormai faceva sempre più affidamento per poter far fronte allo stress perenne che caratterizza quasi ogni persona che lavora in questo tipo di ambiente,dove la straordinaria fama mostra tutto il lato sporco della medaglia.                                                                                             
Ritornerà sui palchi nel 1995 con Ozzmosis,VII successo in studio dell’affermatissimo Padre dell’heavy metal.


OZZMOSIS,DOWN TO EARTH ED UNDER COVER: LA “RESURREZIONE”
Dopo essersi completamente disintossicato ed uscito dai problemi legali che stavano portando lo strampalato Principe delle Tenebre verso un profondo ed oscuro abisso,Ozzy tornò sulle scene nel 1995 con Ozzmosis,album che divise critica e fan poiché lo ritennero un album che potesse segnare una prima eclissi per la carriera del “madman” che fino ad ora aveva registrato un’ininterrotta serie di successi. L’album fu ugualmente seguito da un tour e nel 1996,grazie ad un’idea venuta in mente a Sharon,Osbourne diede vita all’Ozzfest che vide la partecipazione di vari artisti di fama internazionale.                                                                             
Nel 1997 uscì The OZZman Cometh prima raccolta dei migliori successi del cantante per starsene successivamente dietro le quinte fino al 2001 pubblicando Down To Earth. La crescente popolarità lo portò a firmare un contratto con MTV per la produzione della serie The Osbournes,dove Ozzy Osbourne e la sua famiglia interpretano sé stessi nei vari momenti della loro quotidianità.                                                                  
Smentendo le varie voci che iniziavano a circolare sul suo conto che lo volevano fuori dall’ambiente musicale,Ozzy tornò con Under Cover nel 2005 per poi riprendere con i tour che ormai regalavano stupendi momenti a vari metallari nostalgici che avevano seguito Ozzy fin dall’esordio con i Black Sabbath negli anni ’70.

PUBBLICAZIONE DEL NUOVO ALBUM ED ULTIMI ANNI
Ozzy è ormai considerato il “Padre dell’Heavy Metal”,l’uomo che più di tutti ha contribuito all’evolversi di questo genere musicale: ha creato una band divenuta storica nel panorama metal,ogni sua presenza richiama schiere di fan di ogni generazione… e nonostante il tempo passi,il madman non sembra per nulla intenzionato a ritirarsi dalle scene!                                                                                                                                        Nel 2007 pubblicò l’album Black Rain e nel 2010 Scream,dischi entrambi validi ma lontani dal sound dei suoi precedenti lavori. Nel 2013 si riunì con i suoi Black Sabbath con i quali pubblicò un ultimo disco prima di ritirarsi del tutto dalle scene nel 2017.                                                                                           
Attualmente Ozzy,dopo una serie di concerti,è in lavorazione ad Ordinary Man nuovo full-length in attesa di questo 2020.                                                                              
Poco si può dire ancora,ma una cosa è certa: non solo per essere sopravvissuto a qualsiasi tipo di eccesso, ma anche per ciò che ha fatto per il mondo della musica hanno reso immortale questo uomo e chiunque si reputi un buon metallaro ha il dovere di aspettare con trepidante avidità questo suo nuovo disco che anche se non sarà ai livelli epici dei primi lavori darà comunque conferma che il grande Padre dell’Heavy Metal resta sempre e solo il grande,mitico ed inimitabile Ozzy Osbourne.

DISCOGRAFIA
Blizzard Of Ozz - 1980
Diary Of A Madman - 1981
Bark At The Moon - 1983
The Ultimate Sin - 1986
No Rest For The Wicked - 1988
No More Tears - 1991
Ozzmosis - 1995
Down To Earth - 2001
Under Cover - 2005
Black Rain - 2007
Scream - 2010
Ordinary Man - 2020

FORMAZIONE
Ozzy Osbourne,voce
Zakk Wylde,chitarra solista
Rob "Blasko" Nicholson,basso
Adam Wakeman,chitarra ritmica e tastiere
Tommy Clufetos,batteria

FONTI
L. Signorelli - Heavy metal. I classici - Ed. Giunti
H. Shaw - Parola di Ozzy - Ed. Tsunami

mercoledì 1 gennaio 2020

AL PROFONDO ROSSO STORE

Oggi,cari metallari,apriamo una nuova sezione del Sabba Maledetto Metal Circle,dove parleremo di alcuni luoghi in Italia e nel mondo che rispecchiano i nostri gusti “sofisticati” come negozi di dischi,sale concerti e locali dedicati alla nostra subcultura urbana.                                                                                                                            
Inaugureremo questa sezione recensendo il Profondo Rosso Store,il negozio di proprietà del regista italiano di cinematografia horror Dario Argento.                                                                                                                                   
Il negozio fu aperto nel 1989 dai registi Dario Argento (famoso per i suoi film scabrosi in cui i protagonisti sono serial killer schizofrenici come Profondo rosso e Phoenomena) e Luigi Cozzi (famoso per aver diretto film come Paganini Horror e Contamination) in un piccolo magazzino sito a Roma in via dei Gracchi n° 260 per esporre al pubblico qualsiasi materiale riguardante il cinema e la letteratura horror,di fantascienza e del mistero. Il negozio è diventato poi col tempo un punto di ritrovo gettonatissimo non solo per gli appassionati di thriller di Roma ma anche per numerosi registi impegnati in questo campo come Tim Burton e Rob Zombie.  
Il 17 dicembre 2019 è toccato anche a colui che sta scrivendo queste righe fare un salto al negozio del maestro del brivido italiano!                                                                                                                                                                        
È stata una giornata umida in cui ogni tanto soffiava un venticello leggero ma freddo,ciononostante non potevo mancare io,nel suo negozio: dopo essere sceso dalla metropolitana e dopo essermi fatto largo fra la brulicante e caotica classe lavoratrice di Roma mi dirigo subito verso la mia meta. La camminata è stata decisamente lunga poiché sbagliai strada almeno tre volte e per un minimo di sei volte dovetti fermarmi a chiedere indicazioni,ma alla fine eccolo lì davanti a me,il negozio traguardo di tutti gli amanti dell’horror. Appena entro trovo un disponibilissimo e cordialissimo Luigi Cozzi che si è dimostrato molto gentile nel rispondere alle mie domande mentre giravo nel suo negozio fermandomi ogni tanto quando venivo colpito da qualche libro,maglietta,poster,gadget o anche qualche sceneggiatura originale di moltissimi film divenuti pietre miliari del giallo all’italiana.                                                                                                                                                                                                                                                                                       
  Chiesi se era naturalmente possibile visitare il Museo degli Orrori,uno “scantinato” all’interno del negozio ed il signor Cozzi acconsentì molto volentieri. Scesi nei tetri sotterranei del negozio e mi trovai a camminare fra le tenebre sferzate da luci sinistre che permettevano la visione di alcune celle in cui vi erano dei materiali originali usati da Dario Argento in alcuni suoi film (Phoenomena,Opera,La sindrome di Stendhal…) accompagnato da una voce minacciosa che spiegava che tipo di materiale ci fosse in ogni “expo”.                               
A fine visita ritorno alla luce del sole ma l’esperienza mi rimane dentro ancora adesso: se siete fan dell’horror non potete perdere assolutamente l’occasione di farvi un giro al Profondo Rosso dove troverete un Luigi Cozzi (e chissà non vi scappi la possibilità di vedere Dario Argento) felicissimo di servire i suoi clienti oltre ad immergervi nel diabolico mondo degli orrori nel museo di uni dei registi più illustri del cinema d’Italia.
Se volete saperne di più sul Profondo Rosso Store o se volete acquistare materiale visitate il sito www.profondorossostore.com o scrivete alla mail info@profondorossostore.com.

                                                                               

martedì 10 dicembre 2019

I FESTIVAL DI RADUNO HEAVY METAL - CALABRIAN METAL INFERNO

Purtroppo si sa,eventi in cui i metallari si riuniscono tutti insieme a pogare al ritmo di musica mentre scolano la “magica bevanda inebriante” (la birra) sono sempre meno,soprattutto in Italia. In Calabria,dove vivo io,si tiene ogni anno,fra Natale e Capodanno,un festival che riunisce tutti i veri metallari calabresi che aspettano 12 mesi esatti per godersi una piacevole serata in compagnia dei loro rispettivi fratelli davanti ad una bell’accozzaglia di band che suonano vari generi metal diversi: oggi parleremo del Calabrian Metal Inferno.                                                                                                                                                                                                     
La prima edizione del Calabrian Metal inferno affonda le sue radici nel 2006 quando tre giovanotti appassionati di heavy metal;Giuseppe Tatangelo (detto “Tato”),Gianluca Molè e Marko Veraldi;oltre a suonare già in altre band metal del panorama calabrese;si riuniscono insieme e fra una birra e l’altra partorirono l’idea di organizzare un festival che potesse dare spazio alle migliori band calabresi di esibirsi sul palco di questo concerto organizzato ormai ogni anno nella provincia di Catanzaro.                                                       
Nel corso degli anni,il CMI ha avuto modo di ingrandirsi ed arricchirsi e con la sua organizzazione funzionante al meglio ha potuto fare in modo di poter ospitare sul palco non solo band locali,ma anche band che hanno lasciato un’impronta considerevole nella storia del metal italiano degli anni ’90 e primi anni 2000 come gli Stormlord,i Cadaveria,i Gory Blister,gli Schizo,i Necromass,gli Abysmal Grief…                                                                    
Oggi il CMI è giunto alla sua XIV edizione e scatenerà come sempre il solito pandemonio raccogliendo fan dell’heavy metal da tutta la Calabria,il 28 dicembre allo stesso posto. E noi,come sempre,vedremo di non mancare! 
Per maggiori informazioni visitare www.facebook.com/cmiprods oppure cmiproductions.bandcamp.com

venerdì 29 novembre 2019

I MIGLIORI DISCHI HEAVY METAL - NECRODEATH 100% Hell

Oggi,cari metallari,riapriamo la sezione del Sabba Maledetto Metal Circle dedicata ai dischi che hanno dato maggior rilievo alla musica heavy metal con le loro note entrate nella storia e nelle nostre orecchie divenendo delle pietre miliari del nostro genere preferito.                                                                                     
Oggi parliamo di 100% Hell,VI full-length dei nostrani Necrodeath,indiscusso capolavoro della band di Genova. 

Pubblicato il 17 aprile 2006,oggi 100% Hell è il primo disco che viene in mente quando si parla dei Necrodeath essendo il loro superbo apice dalla musicalità esplosiva ed aggressiva che non lascia spazio al respiro o ad ogni sorta di sensazione celestiale ghermendo l’ascoltatore e portando alla luce ogni genere di sentimento diabolico rimasto recondito nelle più nere cavità del suo cuore.                                      
Subito da segnalare è il grande lavoro di Peso alla batteria che suona come un forsennato creando un muro sonoro assordante tenendo il ritmo alle sferragliate assassine della chitarra di Andy che suona riff tagliagola interrotti da alcuni assoli che sembrano dare un lieve barlume di speranza di uscita da questo vero inferno senza fine;supportate dai violenti colpi di basso di John.                                                                                                                 Tutta questa mattanza circonda la voce che fuoriesce dalle corde vocali di Flegias;lercia,marcescente e malata che sputa sangue in un’atmosfera intrisa di odio puro: il suo cantato non si ferma neanche per un secondo,non vi è una breve inspirazione per recuperare due minuti di fiato;e procede dunque senza misericordia nella sua performance,investendo l’avido ascoltatore con violente scariche di urla che colpiscono come lamate in faccia.                                                                                                                                                                                                Mai più i Necrodeath produrranno un album così: cattiveria,odio e ferocia sono portate all’estremo fondendosi in un tremendo  tornado che trascina con furia tutto quello che incontra sul suo cammino colpendo di violento impatto l’ascoltatore risucchiato in questo vortice di pura follia per essere condannato fra le più atroci torture sperimentando su sé stesso tutto il peggio che l’Inferno abbia da offrire… al 100%!
I BRANI
Il disco 100% Hell,VI full-length ufficiale dei Necrodeath si apre con February 5th,1984,breve intro cupo e minaccioso in cui presta la sua voce Cronos dei Venom,ospite d’onore dell’album per poi lasciare il palco alla scabrosissima Forever Slaves dove i Necrodeath scatenano tutta la loro rabbia evidenziando come il genere umano sia tenuto schiavo dalle catene delle nostre società che l’umanità stessa ha creato.                                 
Si continua con War Paint canzone che parla delle gesta eroiche del Nativo pellerossa Cochise che negli anni ’60 dell’800 guidò valorosamente la tribù degli Apache in scorrerie e sabotaggi ai danni delle truppe americane e messicane che violarono i territori di appartenenza degli indiani. Lo spazio viene lasciato a Master Of Morphine,canzone da cui fu tratto anche un video;probabilmente la canzone più bella tutto l’album: le sfuriate mortali delle chitarre sono intermediate da violenti assoli narranti le vicende di un folle medico che da ordine alle sue infermiere di somministrare enormi dosi di morfina ai suoi ignari pazienti facilitando il contrappasso con una malata eutanasia data senza consenso.                                                         
Si prosegue con The Wave,pezzo che sottolinea la potenza distruttiva di una tempesta marina che si abbatte su un centro abitato. A metà dell’album è possibile ascoltare la traccia Theoretical And Artificial che evidenzia come i ritmi di vita delle nostre società moderne ci stiano pian piano trasformando in robot privi di capacità di giudizio e senza la libertà di sfuggire ai condizionamenti imposti da essa.                                                              
Il pezzo successivo di questo concentrato di scabrosità e malignità è Identity Crisis che mette a nudo le varie difficoltà della mente umana nel prendere le giuste decisioni nel corso della vita.                                                                                                 
L’ottava canzone dell’album è Beautiful-Brutal World,pezzo che urla l’odio per questo mondo ipocrita abitato da noi esseri umani senza scrupoli che,chi per una ragione chi per un’altra,provocano varie violenze ai propri simili nei modi più subdoli che vengono in mente.                                                                                                        
Il penultimo pezzo è la brevissima Hyperbole,oscura “ballad” che apre al pezzo successivo 100% Hell spianando la strada in un viaggio attraverso ogni atroce tormento subito dalle anime dei pravi condannate alla dannazione eterna dove Flegias divide il suo spazio di cantante con Sonya Scarlet dei Theatres Des Vampires che canta in alcuni brevi versi della canzone.                                                                                  
Furia,malvagità,odio: sono questi i sentimenti che hanno permesso ai Necrodeath di raggiungere la cima più alta della loro carriera impressi tutti in questo unico album che ancora oggi provoca violenti headbanging fra metallari inneggianti uno dei dischi che ha reso il metal italiano degno di essere supportato con orgoglio.

LINE UP
Flegias,voce
Andy,chitarra
John,basso
Peso,batteria

FONTI
www.necrodeath.net



www.metal-archives.com

sabato 2 novembre 2019

MAYHEM - L'alba dei cuori neri




Negli anni ’80 i Venom,con il loro album Black Metal,crearono un omonimo genere per la scena musicale del mondo in cui andavano a nozze pentacoli,croci rovesciate,demoni ed altri simboli satanici.                                    
Il genere ebbe una notevole fase di vitalità grazie a gruppi come i Mercyful Fate,i Celtic Frost ed i Bathory salvo poi cadere presto nel dimenticatoio sostituito dalla nascente corrente death metal che proponeva simili tematiche ed una musicalità decisamente più potente.                                                                                                      
Nel 1984,un giovane chitarrista militante nella scena death metal e appassionato di gruppi quali Venom ed Hellhammer,di nome Øystein Aarseth ma conosciuto come Destructor,fondò ad Oslo (in Norvegia) un gruppo il cui obbiettivo era  - secondo lui – far conoscere la vera essenza della malvagità più pura,fra spettacoli a base di oscurità e riti di sangue,ben lontani dalle “scherzose” esibizioni fatte con luci stroboscopiche dei Venom. In quell’anno,vennero dunque reclutati nella band il bassista Jørn Strubbured conosciuto con il nome d’arte di Necrobutcher,il batterista Kjetil Manheim ed il vocalist Eirik Norheim detto Maniac e insieme ad essi Euronymous (Aarseth cambiò il suo pseudonimo qualche mese dopo),diede vita ai Mayhem (nome ispirato da una canzone dei Venom Mayhem With Mercy) che si sarebbero confermati ben presto come propugnatori e fondatori della nuova ondata di black metal che sarebbe esplosa da lì a poco: nessuno,forse neanche Euronymous si sarebbe mai immaginato quale famelica creatura era fra le mani del chitarrista norvegese che sarebbe in seguito sfuggita al suo controllo seminando orrori di qualunque genere nella società norrena a cavallo fra gli anni ’80 e ’90.                                                                                                         
Nel 1986,i Mayhem composero il loro primo demo Voice Of A Tortured Skull  seguito da un secondo demo Pure Fuckin’ Armageddon accompagnati da alcune esibizioni dal vivo nei locali serali di Oslo dove iniziarono ad accumulare una stretta cerchia di fan che seguivano la musica estrema. Con i soldi accumulati dalla vendita del demo Pure Fuckin’ Armageddon e con le varie esibizioni live i Mayhem trovarono i fondi per realizzare Deathcrush,EP che lanciò la carriera musicale del quartetto norvegese dando inizio anche ad una serie di eventi che avrebbero reso famigerato il black metal e sconvolto la società norvegese nei primi anni ’90.


L’ASCESA DEL MALE: DEATHCRUSH E PRIMI SUCCESSI
  Reduci da alcune brevi ma intense esibizioni dal vivo,i Mayhem si chiusero in studio per pubblicare il primo “vero” disco della loro carriera;l’EP Deathcrush uscì nel 1987 sotto l’etichetta personale Posercorpse Music e esaurì le 1000 copie prodotte in quell’epoca in brevissimo tempo.                                                                                 
Il disco è un mix di influenze thrash e death con chitarre veloci e marcescenti caratterizzate da riff malati entrati nella storia della musica estrema;ritmi batteristici ossessivi e feroci che tengono il tempo alla selvaggia e sguaiata voce di Maniac urlante nelle canzoni come Necrolust,Deathcrush,Chainsaw Gutsfuck (classificata come la più violenta nella storia della musica) e Pure Fuckin’ Armageddon.                                        
L’album conobbe un successo fuori dal comune per un gruppo underground,esploso probabilmente poiché nessuno aveva mai sentito nulla di più estremo prima d’ora;il disco era una vera esaltazione della più pura e lercia violenza,violenza che era presente anche sui palchi dei Mayhem dove avevano iniziato ad esibire spettacoli in cui gli ingredienti principali consistevano in sangue,fiamme e teste di maiale impalate.                               I concerti dei Mayhem attirarono vari giovani metallari di tutta la Norvegia,diventando così il nucleo nascente della seconda ondata di black metal portato orgogliosamente – e pericolosamente! – avanti dai ragazzi ispirati dalle atmosfere piene di pazzia della musica dei Mayhem fondando alcune band locali come Emperor,Immortal e Darkthrone che oggi sono presenti nelle liste dei fetival heavy metal più prestigiosi del mondo.                                                                                                                                                                                                   
Divenuti una leggenda del metal al livello locale,i Mayhem si trovarono costretti a rallentare leggermente la loro corsa sociopatica,in quanto Maniac e Manheim decisero di abbandonare la band nel 1988,per motivi poco chiari. Euronymous e Necrobutcher iniziarono entrambi a cercare nuovi componenti che potessero rimpiazzare i posti vacanti di batterista e vocalist trovandoli in poco tempo nelle personalità di Jan Axl von Blomberg e da un bizzarro vocalist svedese,lo strano Per Yngve Ohlin.                                                                    
 I Mayhem stavano per tornare all’attacco non sapendo neanche che da lì a molti anni avvenire sarebbero divenuti pessimamente ricordati anche per attività al dì fuori dell’ambito musicale.

L’INGRESSO DI DEAD E LA FONDAZIONE DELL’INNER CIRCLE
Era il 1988 quando Euronymous e Necrobutcher girovagarono per Oslo alla ricerca di un nuovo batterista e di un cantante in modo da riempire lo sgabello vuoto dietro le pelli e la postazione dietro al microfono,inserendo annunci ovunque fosse possibile. Leggendo un giornale,un inserviente di un manicomio che era solito suonare la batteria a tempo perso vide l’annuncio lasciato dai Mayhem e si presentò alle prove con un’audiocassetta da Euronymous che rimase molto colpito dalle capacità batteristiche del ragazzo: il nuovo batterista dei Mayhem fu presentato come Jan Axl von Blomberg conosciuto nel mondo della musica underground con il nome di Hellhammer (nome utilizzato in precedenza dal gruppo che sarebbe divenuto noto come Celtic Frost) guadagnandosi successivamente grandi onori nelle varie classifiche mondiali come fra i migliori batteristi heavy metal.                                                                        
Rimaneva ora da cercare il cantante: nonostante le varie prove in studio nessuno dei vocalist presentatosi riusciva a soddisfare le esigenze di Euronymous che era alla ricerca di una personalità estremamente psicopatica come lo era stato Maniac. Le aspirazioni di Euro furono esaudite quando un suo amico Jon Kristiansen detto “Metalion” che organizzava concerti per conto dei Mayhem e pubblicava alcuni articoli sulla sua fanzine personale Slayer,lo mise in contatto con un diciannovenne svedese di nome Per Ohlin.     Era costui,un giovanotto alquanto singolare che faceva parte di una band death metal chiamata Morbid ormai sull’orlo del fallimento. Metalion mise Dead (questo era il nome con cui Ohlin si faceva conoscere sui palchi) con Euro,cui spedì a questo ultimo una lettera,un’audiocassetta della sua voce registrata e… un topo morto crocifisso!                                                                                                                                                                         
 Aarseth ne fu estremamente impressionato (difficile sapere se il motivo di questo entusiasmo era dovuto all’avere ascoltato la voce di Dead o alla vista del roditore stecchito) e assegnò immediatamente il posto di frontman a Dead che si trasferì in Norvegia per piazzarsi sul posto appartenuto a Maniac e bramato da molti singer norvegesi. Completata la nuova formazione,i Mayhem si trasferirono in un casolare a Ski a pochi kilometri da Oslo dove vissero fino al 1991 circa.                                                                                                                   
La personalità di Dead non tardò a farsi sentire all’interno dei Mayhem: era un ragazzo asociale e depresso che perdeva facilmente la calma a causa di sbalzi d’umore che lo facevano diventare estremamente pericoloso ed ingestibile;di conseguenza,anche l’atmosfera musicale dei Mayhem cambiò radicalmente.     
Le tematiche splatter degli esordi si trovarono affiancate a testi inneggianti l’occultismo,il satanismo e la morte di cui Dead era morbosamente ossessionato asserendo moltissime volte di riuscire a conoscerne ogni segreto in quanto ritenendosi già morto e di vivere in questa esistenza come uno zombie o un fantasma. D’altro canto anche Euronymous era felice come un bambino a Natale di questa nuova faccia adottata dai suoi Mayhem: egli fece dell’oscurità e del satanismo il nuovo marchio di fabbrica della band (diventando anche le tematiche principali della II ondata di black metal),mentre i Mayhem partecipavano a scioccanti live che vedevano Dead esibirsi sfregiandosi e tagliandosi sul palco fra una canzone e l’altra,cosa che portò molti fan dei Mayhem a voltare le spalle alla band visibilmente disgustati dalle gesta estrema di Dead. La cerchia si restrinse così a pochissimi ragazzi che divennero supporter e amici intimi dei Mayhem, prendendo parte a numerosi festini organizzati a casa della band,serate che prevedevano l’uso di droghe, alcolici,esibizioni masochistiche e riti inneggianti al Demonio.                                                                                       
Euronymous battezzò la cerchia dei suoi fedelissimi sostenitori con il nome di Black Metal Inner Circle che negli anni successivi si sarebbero macchiati dei più feroci atti sovversivi verso cimiteri,chiese e luoghi di culto cristiani lasciando un’impronta indelebile nella storia del metal estremo.


IL SUICIDIO DI DEAD E LE ATTIVITÀ DELL’INNER CIRCLE: L’ALBA DEI CUORI NERI
Nel 1990 i Mayhem stavano ormai iniziando a farsi conoscere in patria ed all’estero: infatti tenevano molti concerti in paesi come la Svezia e la Germania – ricordiamo Live In Leipzig,uno dei pochi concerti dei Mayhem registrati con Dead in formazione – dove la fama estrema dei Mayhem cresceva mostruosamente. Nonostante i Mayhem fossero giudicati ormai una leggenda e la loro satanica reputazione li precedesse fra gli appassionati del metal estremo,la situazione economica e sociale della band era tutt’altro che rosea! Eppure la realtà in casa Mayhem era questa: povertà e precarietà. Ed ecco perché: Euronymous aveva iniziato a fare di una scenografia con teste di maiale impalate e lanciate sul pubblico il personale impatto scenico dei Mayhem,e la gente era inspiegabilmente contraria ad andare a farsi sfondare il cranio per assistere ad uno show di musica dal vivo. Oltretutto Euronymous era un pessimo uomo d’affari,il denaro guadagnato con la vendita dei dischi veniva speso senza risparmiare un centesimo in armi,debiti e altre cianfrusaglie pressoché inutili ma considerate sfiziose da Aarseth. Di conseguenza,il resto della band era costretta a vivere col poco che gli era consentito,facendo non pochi sacrifici per campare nella loro abitazione a Kråkstad. Dead,già di per sé tendente al malumore,soffriva anche più di tutti questa condizione: passava le sue giornate a disegnare paesaggi inquietanti e creature rivoltanti,scrivere lettere o a litigare con Euronymous che faceva di tutto per farlo deprimere in modo che gli spettacoli dei Mayhem fossero sempre più estremi che mai.                                                                                                                                       
La salute mentale di Dead peggiorava di giorno in giorno,ai concerti si tagliava e squarciava in spettacoli deliranti esibendosi con vestiti sotterrati il giorno precedente e inalando il tanfo di animali morti. Intanto,il cantante svedese era sempre più convinto di essere morto e vivere in un brutto sogno;davanti a sé erano sempre più frequenti visioni di morte;avvertita come unica alternativa per trovare la pace nel suo animo disturbato.                                                                                                                                                                                          
La svolta della sua vita arrivò l’8 aprile 1991: quella sera rimasto solo in casa Dead afferrò un coltello e si tagliò i polsi per poi completare l’opera sparandosi in testa con un fucile che aveva in casa. Il messaggio d’addio da un luogo per lui funesto fu un triste e laconico “Scusate per tutto il sangue”. Euronymous fu il primo a trovare il cadavere di Dead ed eccitato fotografò il corpo del loro cantante per poi usare le immagini per la copertina del bootleg dei Mayhem Dawn Of The Black Hearts pubblicato quattro anni dopo. Disgustato per il gesto fatto da Euronymous,Necrobutcher decise di abbandonare i Mayhem,in quanto era stato amico di Dead lasciando il destino della band nelle sole mani di Euronymous ed Hellhammer.                     
Nonostante i Mayhem si fossero temporaneamente “congelati”,Aarseth non si fece per nulla scoraggiare dagli eventi avversi a cui la band stava andando incontro,anzi: in attesa di trovare i rispettabili sostituti del cantante suicida e del bassista dimissionario,Euro occupò il suo tempo per concentrarsi sull’apertura del suo negozio di dischi,nuovo progetto del chitarrista di Oslo. Con questa nuova idea in testa,Øystein affittò un grande magazzino in un quartiere di Oslo e aprì nel 1992 l’Helvete (in norvegese vuol dire “Inferno”),il suo negozio di dischi dedicato alla vendita di materiale musicale estremo e “malvagio” che potesse emergere con una concorrenza spietata a discapito delle band death metal che spopolavano in quel periodo (cosa che non riuscì,in quanto nell’Helvete era possibile acquistare CD di band come Napalm Death e Deicide,molto odiate da Aarseth,in quanto le considerava “false”,poiché servivano sempre più soldi per pagare l’affitto del magazzino decisamente troppo alto per le tasche di Euro). Attorno al negozio iniziavano a gravitare sempre più ragazzi affascinati dal carisma sinistro di Euronymous e dall’atmosfera oscura che emanava l’Helvete raccogliendosi e trascorrendo sempre più tempo insieme al proprietario del negozio che gli metteva idee in testa su come essere il più estremi possibili ed odiati dalla società. Questi ragazzi andarono a costituire il nucleo di quello che sarebbe divenuto noto come Black Metal Inner Circle,setta di fan devoti alla musica black metal e praticanti riti esoterici di magia nera con lo scopo di ingraziarsi il Principe delle Tenebre e formando band (molti di questi giovani formeranno in futuro gli Immortal,gli Emperor,i Darkthrone,i Carpathian Forest,ecc) talmente feroci da far sembrare i gruppi death metal come attivisti filantropi;commissionate tutte dalla Deathlike Silence,etichetta aperta da Euronymous qualche tempo prima con lo scopo di far emergere le band più estreme della Scandinavia.                                                                     
Il Black Circle diede inizio ad una serie di atti criminali che fecero tremare la Norvegia nel corso dei primi anni ’90: i membri della setta si macchiarono di atroci delitti quali roghi di chiese (accusate di essere responsabili del declino delle religioni pagane presenti in Norvegia),dissacrazioni nei cimiteri e talvolta anche omicidi ed atti terroristici ai danni di band death metal che secondo Euronymous erano dei bugiardi che si burlavano della filosofia satanica. In questo modo Euronymous era riuscito nel suo intento: nel corso degli anni ’90,grazie ai suoi Mayhem ed all’influenza malefica che aveva sui giovani,aveva preso il controllo di tutto l’underground norvegese e stava seminando il terrore in tutta la nazione con la sempre più crescente ondata di crimini,violenze e intimidazioni facendo tremare chiunque non potesse accettare la filosofia contorta ed estrema del black metal che si diffondeva come una malattia di cui sembrava non esserci una cura.

DE MYSTERIIS DOM SATHANAS: L’INFERNO SI PRENDE EURONYMOUS
Fra il 1992 ed il 1993 Euronymous aveva fra le sue mani un’intera cerchia di persone a cui esercitava una forte influenza con cui si preparava a rendere la Norvegia un posto simile all’Inferno.                                              
Per nulla scosso dalla triste dipartita di Dead,Euronymous riorganizzò i suoi Mayhem e nel 1992 riuscì a trovare nel cantante Attila Csihar il degno sostituto di Ohlin da piazzare dietro al microfono.                                           
Mancava ora un nuovo bassista: fra i primi anni ’90,una one-man band di Bergen di nome Burzum fondata dal polistrumentista Varg Vikernes,aveva spedito un suo album alla Deathlike Silence e Euronymous fu talmente colpito dalla musica lercia del disco che non solo lo pubblicò sotto la sua etichetta,ma convinse Vikernes a venire ad Oslo per unirlo nei Mayhem come bassista. Con questa nuova formazione,i Mayhem finirono le registrazioni del disco che divenne una pietra miliare fra i fan del black metal,De Mysteriis Dom Sathanas. L’opera in sé,oltre ad essere la summa di tutte le caratteristiche fondamentali del black metal,possiede un’aura malvagia ed occulta evocata con il continuo susseguirsi dei violenti riff chitarristici di Euronymous,ritmiche batteristiche assassine interrotte da passaggi lenti ed opprimenti,mentre la voce gelida e “viziosa” di Attila canta in canzoni come Funeral Fog,Freezing Moon,Pagan Fears e Life Eternal di cui i testi furono scritti da Dead prima di morire. Con De Mysteriis Dom Sathanas,i Mayhem lanciarono una volta per tutte la loro carriera musicale anche se,nonostante tutto,il disco rimase postumo fino al 1994 a causa delle numerose e non del tutto legali attività extramusicali dei membri dei Mayhem e da alcuni dissidi fra Aarseth e il conte Grischnackh. Euronymous ed il Conte,che fino a un po’ di tempo erano molto in sintonia avevano iniziato a litigare viste le accuse di Vikernes che dipingeva Aarseth come un uomo bravo solamente a parole ma poco propenso all’azione per quanto riguardavano le sue attività nell’Inner Circle.  Da parte sua Euronymous era sempre più geloso di Vikernes che era invece molto più portato a compiere i fatti e,la sua personalità,iniziava ad avere sempre più rilievo fra i membri dell’Inner Circle,eclissando Euro dal suo ruolo di leader.                                                                                                                                                         Le divergenze raggiunsero il culmine e la fine nella notte dell’agosto 1993: Vikernes aveva sentito da una sua fonte che Euronymous intendeva ucciderlo per sbarazzarsi della sua presenza che stava diventando fastidiosa fra i ranghi della setta,perciò si diresse a casa di Euronymous e prima che questi potesse fare mente locale su quanto stava per accadergli si ritrovò con numerose lame di coltello nello stomaco da parte del Conte. Fu così che il “guru” spirituale della setta che aveva causato crimini e terrorismo psicologico in Norvegia morì senza gloria per mano di una delle persone che credeva si potesse fidare di più. Grazie ad un contratto e di alcune impronte lasciate nella casa di Aarseth,la polizia riuscì a risalire a Vikernes che,come se non bastasse,aveva  rivelato vantandosi di alcuni roghi ai danni di alcune chiese per mano di alcuni membri dell’Inner Circle portando,oltre che del suo,anche all’arresto di tutti i membri della cerchia.                    
Tutto era finito,il terrore arcano che aveva scosso la Norvegia negli anni ’90 era terminato,la cerchia di musicisti e ragazzi fondata da Euronymous crollò su sé stessa come un castello di carte;e con ciò erano fuori dai giochi anche i Mayhem che senza più il loro fondatore dichiararono chiusa la loro attività.                                     
Il disco De Mysteriis Dom Sathanas fu successivamente pubblicato facendo rimuovere,su richiesta del parentado di Euronymous,le tracce di basso di Vikernes. Il basso fu reinciso da Hellhammer che prese le redini del comando riuscendo a far approdare i Mayhem verso una nuova era musicale uscendo per sempre dai giri dell’underground fino ad ora rimasti confinati.    


ULTIMI ANNI: FUORI DALL’OSCURITÀ
Il ciclone che si abbatté in casa Mayhem non fu certo uno dei più pacati: nell’estate del ’93,essi avevano perso non solo il loro fondatore ma anche la loro presa sul pubblico che formava il gruppo dell’Inner Circle che contava più membri in carcere che in libertà. Inoltre,la famiglia di Euronymous,in segno di rispetto per il loro figlio defunto chiese a gran voce che le tracce del basso di De Mysteriis Dom Sathanas venissero rimosse e il disco non venne pubblicato.                                                                                                                                   Fu Hellhammer che prontamente reincise il basso e nel 1994;De Mysteriis Dom Sathanas,il lavoro più oscuro,macabro e malefico dei Mayhem fu finalmente pubblicato mentre l’anno dopo vide luce il bootleg Dawn Of The Black Hearts con la foto del cadavere di Dead in copertina. Hellhammer assunse giorno dopo giorno la direzione dei Mayhem e reclutato Blasphemer come nuovo chitarrista,richiamò Maniac e Necrobutcher in formazione facendo tornare i Mayhem sui palchi dell’Europa.                                                                                  
Nel 2000,i “neo resuscitati” Mayhem pubblicarono Grand Declaration Of War,album con il quale riuscirono a sfondare,anche per merito dei primi due dischi dalla fama maledetta e dall’importanza storica che gli aveva permesso di ricevere un notevole successo dovuto alla rendita di ciò;diventando una band metal da introiti milionari guadagnandosi il posto d’onore sui palchi metal di ogni parte del globo.                                                        
Nel 2004,2007 e 2014,i Mayhem pubblicarono rispettivamente i seguenti dischi: Chimera,Ordo Ad Chao ed Esoteric Warfare.                                                                                                                                                                                
Oggi i Mayhem sono tornati a far parlare di sé pubblicando Daemon nell’ottobre 2019.                                                               
Attualmente programmano un tour e si preparano a tornare alla carica sempre più indemoniati che mai,plagiati da quell’aura nera che li forgiò nel 1984 dotandogli di quello spirito infernale che li maledisse destinandoli a dare l’inizio a quello che divenne la vera anima del black metal.     

LINE UP
Attila Csihar,voce
Ghul,chitarra
Teloch,chitarra
Necrobutcher,basso
Hellhammer,batteria

DISCOGRAFIA
De Mysteriis Dom Sathanas,1994
Grand Declaration Of War,2000
Chimera,2004
Ordo Ad Chao,2007
Esoteric Warfare,2014
Daemon,2019 

FONTI
M. Moynihan,D. Søderlind - Lords Of Chaos. La storia insanguinata del metal satanico - Ed. Tsunami
J. McIver - Metal estremo - Ed. LoVecchio