giovedì 25 luglio 2019

HANDFUL OF HATE - Odio,violenza ed oscenità


Ci troviamo a Lucca,una delle città più belle e solari della Toscana. Ed in una città così ridente nessuno avrebbe mai immaginato che nel 1993 sarebbe venuta fuori una delle band più aggressive e ultraviolente di tutta la storia del metal italiano,gli Handful Of Hate;gruppo che propone un black metal estremo,diabolico e micidiale come solo in pochi si trovano in giro.                                                                                                                                         
Gli Handful Of Hate furono fondati da Nicola Bianchi e,nonostante avesse le idee chiare fin dall’inizio,si trovò inizialmente con numerosissime difficoltà non riuscendo a trovare membri che potessero assicurargli una permanenza sufficientemente fissa all’interno della band. Quando la line-up riuscì finalmente a raggiungere una certa stabilità,gli Handful Of Hate pubblicarono Goetia Summa nel 1995,primo demo sprigionante un black metal brutale,dalle chitarre estremamente distorte ed una batteria ossessivamente martellante. Nello stesso anno,gli Handful Of Hate iniziarono le loro prime esibizioni live nel nord Italia e nel 1997,sotto commissione dell’etichetta discografica Northern Darkness Records la band pubblicò Qliphothic Supremacy,primo album ufficiale che darà il principio di una storia e di un successo che porterà alla generazione di una musica creata unicamente dai dannati per i dannati.
 QLIPHOTHIC SUPREMACY E HIERARCHY 1999: UNA DISCESA VERSO IL BARATRO DELLA FOLLIA

E così,grazie al contratto con la Northern Darkness Records,nel 1997 gli Handful Of Hate pubblicarono Qliphothic Supremacy,primo full-length della band in cui si sente un black metal dotato di una furia portata ai limiti dell’estremo,una miscela di oscenità e violenza sfogate attraverso “sguainate” di chitarra e le urla disgraziate di Nicola Bianchi. Grazie a canzoni come Reborn From The Ashes,Prophecy Of A New Assiah’s Supremacy e Undicies Ah-Qliphah,l’album divenne subito un grande successo e gli Handful Of Hate iniziarono i primi veri tour richiamando moltissimi fan del black metal,felici di pogare al ritmo dell’inferno sonoro creato dalla band.                                                                                                                                          Col ritorno a Lucca,gli Handful Of Hate tornarono in sala di registrazione e nel 1999 pubblicarono Hierarchy 1999,album che si differenzia notevolmente da Qliphothic Supremacy ma che comunque mantiene tutta la brutalità del suo predecessore. L’album divenne apprezzato soprattutto per pezzi come The XI Wings Of Death,Fleshcrawling Blasphemy e Scars Of Damnation e il nome degli Handful Of Hate tornò ad essere proposto ai live in Italia. Ritornati dal loro secondo tour gli Handful Of Hate registrarono un EP,anticipo di Vicecrown,III album di studio della band.

VICECROWN,GRUESOME SPLENDOUR  E YOU WILL BLEED: I DANNATI CONTINUANO AD URLARE
Dopo la pubblicazione dell’EP Death From Above nel 2001,gli Handful Of Hate tornarono sotto contratto pubblicando Vicecrown,divenuto molto conosciuto grazie a pezzi come Beating Violence,Risen To Abuse e Hierarch In Lust che evidenziano tutta la bestialità del disco.                                                                                                   
Il disco fu seguito da un nuovo tour e successivamente da altri due EP,per poi tornare con Gruesome Splendour nel 2006,nuovo disco pubblicato sotto consenso della casa discografica. È in questo disco che gli Handful Of Hate effondarono tutta la loro efferatezza con la belluina Livid (divenuta immancabile a tutti i loro concerti) e Grotesque In Pleasure,Rotten In Vice la cui fama iniziava a crescere anche oltralpe.                      
Anche questo disco diede seguito ad un intenso tour dove la musica “spacca-ossa” degli Handful Of Hate investiva con un’enorme ondata di violenza i fan giunti da ogni parte d’Italia.                                                             
Concluso il tour gli Handful Of Hate ritornarono nel 2009 con You Will Bleed,quinto successo in studio che dimostrò come gli Handful Of Hate riuscissero a comporre musica ancora con lo stesso spirito marcescente anche dopo quattro album di fila.                            Da qui in avanti,il nome mefistofelico degli Handful Of Hate diverrà estremamente popolare fra le schiere di fan del black metal italiane ed europee e nel 2013 tornarono fuori dalla sala prove con To Perdition,VI full-length.
TO PERDITION,ADVERSUS E ULTIMI ANNI
Ormai divenuti un gruppo di culto nell’ambiente black metal gli Handful Of Hate si diedero nuovamente da fare e,dopo un breve periodo di pausa,tornarono nel 2013 con To Perdition,album che ripropone il loro black metal d’artiglieria che tortura follemente chiunque presti il minimo ascolto.                                                                       
Il disco,una volta pubblicato fu seguito da un tour che toccò molte tappe d’Italia compreso il sud (si ricorda il concerto dove furono ospiti da headliner al Calabrian Metal Inferno di Catanzaro nel 2014).                                             
Finito il tour di To Perdition,gli Handful Of Hate prestarono circa sei anni di silenzio fino alla primavera del 2019 quando tornarono sotto lo sguardo dei demoni infernali con il nuovo successo in studio,Adversus.  Attualmente,gli Handful Of Hate sono sui palchi metal d’Italia per la promozione del loro VII lavoro decisi più che mai a seguire il loro insano cammino e a raccogliere a sé nuove schiere di anime per incatenarle nella perdizione eterna fra innumerevoli depravazioni ed oscenità di ogni tipo.
LA PAROLA A NICOLA BIANCHI
Hail satan Nicola! Benvenuto nel Sabba Maledetto Metal Circle. Grazie per il tempo che ci hai concesso. Prima di tutto,come è nato il progetto degli Handful Of Hate? Riuscisti ad avere immediatamente la strada spianata o trovasti qualche difficoltà?
Ciao e grazie a te per lo spazio che ci dai. Gli Handful Of Hate nacquero ufficialmente nel 1993 in autunno dopo che riuscii a chiudere la line up trovando un bassista. All’epoca trovare musicisti era molto difficile. Nacquero dalle ceneri dei Dust Of Darkness,band che mescolava black metal al dark ma rimase solo a livello nominale,eccetto un pezzo che scrivemmo Cure For Something Good.                                                                              
La strada non fu spianata e fu difficilissima sin da subito. Basti dire che nell’estate 1994 morì il nostro bassista Ugo Pandolfini. Da li accelerammo per riuscire a registrare il demo Goetia Summa che uscì nel 1995. Seguirono svariati cambi di line-up,casini enormi che si susseguivano regolarmente ma,se oggi sono ancora qua a raccontarvela,è stato per la tenacia e la coerenza che ho mostrato in questi 26 anni di storia senza mai arrendermi. Quando smetterò sarà per mia scelta.

Gli Handful Of Hate propongono un black metal di una violenza senza compromessi: è chiara l'influenza dei Marduk! Quali sono le altre band che influenzano la musica della band? E perché proprio loro?
Sin dall’inizio ci siamo ispirati ad un mix tra il black di origine svedese Bathory,primi due lavori dei Marduk,ma anche band proveniente dall'altra parte del mondo: Blasphemy e primi Morbid Angel. Per noi il connubio tra il black efferato ed il death metal più oscuro era la forma ideale di musica.

E i temi? Sembrano molto incentrati sulle oscenità e sulle depravazioni,quasi come nel brutal death metal. Perché vi siete distaccati dai temi classici del black metal come satanismo,oscurità ed anticristianesimo?
A differenza del Brutal o Grind,la nostra perversione è molto mentale ed estetica e non tocca il gore o lo splatter dal gusto medico. Le classiche tematiche Black le ho sempre reputate riduttive e puerili,almeno nei modi che le ho visto perpretare dalla maggior parte delle band. Stare ad urlare “Satan! Satan!” o inneggiare al ghiaccio ed alle foreste,beh,mi fa sorridere. Affrontiamo l’uomo,la mente,il Pensiero. Facciamo di certe tematiche un repertorio più “alto” e meno banale.

Esordiste con Qliphothic Supremacy nel 1997 diventando uni dei gruppi più significativi del black metal italiano. Riusciste a farvi notare fin da subito dalla Northern Darkness Records? Come avvenne l’esordio di preciso? Racconta
Ai tempi dopo aver stampato il demo Goetia Summa ed averne dati  in giro veramente tante copie partecipammo prima ad una compilation tape “Eternal Rest” curata da uno dei due soci della Northern Darkness Records con un pezzo inedito Undecies Ah-Qliphah e da li il passo fu breve. Erano altri tempi, ricordo che la prima stampa di un cd era 1500/1600 copie,cosa adesso impensabile. Bastava un po’ di impegno e costanza e vendevi,spargendo copie in giro per l’Europa ed il mondo con molta facilità. Uscì l’album nel 1997 e da li un po’ di live in giro. Sarebbe bastato un po’ più di impegno da parte dell’unico socio rimasto nell’etichetta per promuovere ed evadere tutte le richieste di questo album e del successivo ed avremmo fatto ottimi numeri. Ora il primo album è stato ristampato su cd,il secondo Hierarchy 1999 è sold out da almeno 2 anni... Ci stanno arrivando proposte per ristampare entrambi su vinile... vedremo.

Da quanto tempo suoni la chitarra? Come hai iniziato? Come e quando hai iniziato ad ascoltare metal? Quali sono i musicisti che ti hanno fatto venire la passione per questa musica e - conseguentemente - la voglia di suonare?
Ho iniziato a suonare chitarra classica a 10 anni circa. Poi il conservatorio. A 14 anni (prima liceo) mi era presa bene per le copertine con tutti quei mostri e simboli della band metal (Eddie degli Iron Maiden,per esempio). Iniziai con The Number Of The Beast,poi AC/DC Back in Black... dopo poco ero già a Sepultura,Obituary,Morbid Angel,Bathory e così via... Non ho un chitarrista in particolare che mi ha ispirato. Ne stimo molti,ma è la musica che mi trascina più di ogni altra cosa.

E la devozione per il black metal come è nata? Cosa rappresenta il black metal per te?
Dall’inizio fino a qualche anno fa era una filosofia di vita. Adesso ti accorgi che,dopo tanti anni,un certo genere musicale ti entra dentro e diventa una parte di te. Un modo di pensare,di vivere,di costruire la tua vita. Non senti più la necessità di “apparire” perché lo sei dentro. Riguardo la nascita io ho rincorso e subito il fascino dei generi estremi. Sempre di più,sempre oltre.... ed il black metal per me era il più completo ed estremo di tutti all’epoca.

Parliamo un po’ di Adversus,il vostro nuovo full length pubblicato nella primavera di questo anno. Su cosa sono incentrate le tematiche? Qual è il tema principale dell’album? Sei pienamente soddisfatto o ci sono delle parti che vorresti fare qualche ritocchino? Ritieni che la risposta del pubblico sia stato abbastanza positiva nei confronti di questo nuovo sforzo?
Adversus è uscito lo scorso 10 maggio;al momento tutte le persone che lo hanno ascoltato,sia amici sia nuovi supporters,sono rimasti entusiasti. L’album ha avuto una gestazione lunghissima dovuta a mille problemi ma alla fine ci siamo riusciti. E' indubbio e normale che riascoltando i tuoi lavori faresti sempre qualche piccolo ritocco. In questo caso,rispetto ai dischi precedenti,ritoccherei veramente poco.                     
Il concept dell’artwork è basato sulla rivisitazione del “Book Of Kells” un testo agiografico altomedievale. Nella band ci sono due storici del Medioevo: io ed Andrea. Ho sempre dato un tocco di storia nei miei testi ed anche nei miei artworks. Questa volta il contributo è stato preponderante. Le tematiche sono quelle da anni affronto anche se negli ultimi 3 album è aumentato l’interesse verso l’iconografia,il martirio,la penitenza escatologica e la tortura.

Come giudichi l’accoglienza della musica degli Handful Of Hate in Italia? Ed all’estero? Dove ritieni che gli Handful Of Hate siano maggiormente apprezzati?
All’estero,facendo fatica a farci conoscere,anche perché non abbiamo una continuità costante di tour e date di supporto alle releases,dobbiamo ogni volta conquistarci il pubblico cercando di impressionare e fare la differenza. Ci sono paesi dove siamo un poco più conosciuti quali Spagna,Nord della Francia,Grecia e qualche altra regione tra Germania,Rep. Ceca etc. E' indubbio che il grosso del pubblico sia in Italia.

Voi siete di Lucca se non sbaglio... ritieni che la scena metal a Lucca permetta possibili nascite di band che abbiano voglia di suonare questo genere?
Io sono di Lucca ed Andrea (Chitarra) di Pietrasanta (prov. di Lucca). Qua in giro io non vedo una scena metal e neppure molti musicisti. Forse sono io poco informato ma la mia città è sempre stata piuttosto povera di bands estreme ed ora ancor di più.

Sembra che oggi i giovani metallari non supportino più il metal con la giusta devozione come accadeva tanti anni fa. Perché,secondo te? Cosa è cambiato rispetto al passato?
Conseguenza del mondo social? Sinceramente non saprei. Io ho sempre seguito la musica. I proclami,le chiacchiere e molte dichiarazioni pseudo acculturate (imbarazzantissime) nel Black Metal le ho ignorate. Forse è anche per questo che la mia band non è mai stata inserita a pieno nel genere o ha sempre fatto vita a se?

Perfetto Nicola abbiamo finito. Ti ringraziamo per la tua disponibilità . Fai un saluto allo staff del Sabba Maledetto Metal Circle.
Grazie a tutti per lo spazio e la chiacchierata. Invito chiunque a venirci a vedere live. Questo è il modo migliore per supportare una band.

LINE-UP
Nicola Bianchi,chitarra e voce
Andrea Toto,chitarra
Luca Buti,basso

Aeternus,batteria

DISCOGRAFIA
Qliphothic Supremacy,1997
Hierarchy 1999,1999
Vicecrown,2003
Gruesome Splendour,2006
You Will Bleed,2009
To Perdition,2013
Adversus,2019

FONTI


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